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«Amnistia in nome del Papa». Nei Poli ora c'è chi rilancia

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Andreotti: dovevamo ascoltarlo. Pannella fa lo sciopero della sete Udc, Ds e azzurri: discutiamone. Ma An frena: non è il momento

ROMA - Andreotti rilancia il tema dell'amnistia e, da Vespa, striglia i politici: «Bisogna dare ascolto al Papa da vivo non solo quando muore». Pannella li sfida. E manda a dire a Wojtyla che, «in coerenza con quello che ostentano», gli uomini delle istituzioni si impegnano a concedere «una immediata amnistia generalizzata per i reati commessi entro la fine del 2004». Per aiutarli, il leader radicale inizia uno sciopero della sete e della fame. Durante il Giubileo, il Papa chiese clemenza per i detenuti. La invocò ancora, a Montecitorio. Il Parlamento applaudì ma (dopo un digiuno radicale) varò solo l'indultino che sospende la pena, senza cancellarla come l'indulto e senza estinguere il reato come l'amnistia.
Si può riaprire il discorso? Il sottosegretario Vietti è possibilista: «L'Udc aveva raccolto l'invito del Papa e chiesto di votare sia indulto che amnistia. Ma aveva preso atto delle contrarietà. Se si ricavassero condizioni favorevoli, non saremmo noi a sottrarci». Favorevole Forza Italia. «Non ce l'abbiamo fatta quando il Papa era in vita, potremmo riprovarci ora», tenta Gargani (Fi). E Cicchitto: «Non darei un no pregiudiziale». Sì da Pecorella («Magari con esclusione dei reati più odiosi») e da Bondi.
Secondo il ds Calvi, la questione è «ineludibile». «Nelle carceri invece di 40.000 detenuti ce ne sono 55.000». Ma lo scetticismo è diffuso. «L'intesa con la Cdl fallì - ricorda Calvi - perché Forza Italia metteva un tetto troppo alto dei reati da estinguere. Poi al no della Lega si aggiunse quello di An». Stavolta? Per La Russa è scorretto parlarne ora: «Sarebbe come se noi ci mobilitassimo contro il referendum per la procreazione assistita». «Siccome serve il quorum dei due terzi nessuno si avventurerà», prevede Eufemi (Udc). E Consolo (An) evidenzia: «È assurdo che la Costituzione si possa riformare a maggioranza semplice e che per l'amnistia occorrano i due terzi».

Virginia Piccolillo

Data: 
Domenica, 3 April, 2005
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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