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Appalti, consulente di Castelli indagato

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Lavori per le carceri, Finanza al ministero. La replica: «È una manovra elettorale»

ROMA ? I finanzieri si sono presentati anche al portone principale del ministero della Giustizia. La disposizione che avevano ricevuto dal magistrato romano impegnato nelle indagini per le presunte tangenti che sarebbero state pagate sui progetti e sugli appalti per la ristrutturazione di alcuni penitenziari era chiara: bisognava perquisire l'ufficio dell'ex consulente personale del Guardasigilli Roberto Castelli all'interno del dicastero. Ma le Fiamme Gialle hanno dovuto desistere: all'ufficiale che era al loro comando è stato fatto notare che Giuseppe Magni, sindaco di Calco, in provincia di Lecco, candidato della Lega alle Regionali, non aveva più un incarico ufficiale per conto del dicastero da parecchie settimane. E che, quindi, in via Arenula non c'era nemmeno un ufficio, una scrivania in cui cercare documenti.
La Guardia di Finanza, però, aveva molti altri luoghi da passare al setaccio per ordine del pubblico ministero Pietro Giordano, che procede per corruzione. E così sono state perquisite l'abitazione di Magni nel paese in Lombardia, il suo ufficio in Comune e la ditta di cui è titolare, specializzata nella produzione di fili per saldature.
Non solo. Gli investigatori hanno compiuto la stessa operazione a caccia di carte pure nella casa romana in cui Magni disponeva di una camera. Appartamento che, peraltro, divide con uno stretto collaboratore di Castelli, un funzionario della segreteria del ministro che però non c'entra nulla con la vicenda. Sono stati perquisiti pure la casa e la sede dell'azienda di almeno un'altra persona in contatto con il sindaco di Calco, pare un imprenditore con la mania di videoregistra-re tutti gli incontri professionali più importanti: tra le altre cose, la Guardia di Finanza cercava cassette e cd. Ma tutta l'indagine, vista l'importanza dei personaggi coinvolti e la delicatezza degli accertamenti in corso, è «top secret».
Voci insistenti parlano comunque di numerosi indagati.
«Sono venuti a casa mia, in Comune e negli uffici della mia ditta», ha confermato Magni. «Ho saputo che sono andati anche nell'abitazione di Roma, ma io chiaramente non c'ero. Hanno passato in rassegna documenti di ogni genere, portando via alcune agende e fatture della mia ditta», ha aggiunto l'ex consulente del Guardasigilli per l'edilizia penitenziaria.
«Presumo che non abbiano trovato nulla di ciò che cercavano. Addirittura ? ha specificato ? sono stato io stesso a mostrare loro il contenuto di due cassette di sicurezza». E poi, ancora: «Mi sono dimesso da consulente di Castelli alla fine di febbraio, quando ho saputo di essere candidato alle Regionali, per motivi di opportunità. Può essere un caso ? accusa Magni ? ma ogni volta che sono candidato succede qualcosa che poi si conclude con sentenze di non luogo a procedere. Sembra che certe cose accadano sempre in campagna elettorale...».

Flavio Haver

Data: 
Giovedì, 24 March, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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