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«Emma Bonino è la migliore soluzione possibile come Alto ...

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«Emma Bonino è la migliore soluzione possibile come Alto commissario per i rifugiati alle Nazioni Unite». Dopo l'«endorsement» del commissario europeo Franco Frattini, ieri anche il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini si è pronunciato a favore della candidatura dell'eurodeputata radicale ed ex commissario europeo per gli aiuti umanitari al posto di Ruud Lubbers (dimissionario in seguito a uno scandalo sessuale). «Bonino - ha detto Casini - è una donna di grande competenza, esperienza internazionale e affidabilità. Mi auguro che su di lei l'ampia convergenza italiana possa essere il presupposto di un'ampia convergenza internazionale». A favore della Bonino si sono dichiarati ieri anche il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri («l'Onu ha bisogno di persone di specchiata credibilità sul piano internazionale e la Bonino ha questo tipo di autorevolezza») e il presidente della Commissione Esteri alla Camera Gustavo Selva («Emma Bonino sarebbe la persona giusta al posto giusto»).
La Farnesina ha avviato da giorni una campagna di pressing per ottenere una convergenza europea sul nome dell'esponente radicale. Compito non facile dal momento che altri tre Paesi dell'Unione - Francia, Svezia e Danimarca - hanno manifestato un interesse per l'incarico. Parigi in particolare vorrebbe sfruttare a proprio vantaggio lo scandalo che ha travolto Lubbers strappando ad Annan la nomina di Bernard Kouchner, ex ministro della Sanità e amministratore Onu in Kosovo, al quale nel 2000 il Segretario generale aveva preferito proprio l'ex premier olandese Lubbers e che l'anno scorso fu battuto dalla canadese Louise Arbour per il posto di Alto commissario per i diritti umani.
E' stato lo stesso Annan, in seguito alle accuse di scarsa trasparenza seguite alle dimissioni di Lubbers, a proporre ai 191 Paesi membri di presentare delle candidature nazionali che lui aggiungerà alla propria, personale lista. Dall'Europa, oltre alla Bonino e Kouchner sono giunte altre due candidature: il danese Sören Jessen-Petersen, dall'estate scorsa alla testa della missione Onu in Kosovo (ma una sua rimozione anticipata da Pristina, dove sta facendo un ottimo lavoro, potrebbe apparire inopportuna) e lo svedese Hans Dahlgren, alto funzionario del ministero degli Esteri (ma contro Stoccolma potrebbe giocare la nomina recente di uno svedese, Pierre Schori, alla guida della missione Onu in Costa d'Avorio).
Le candidature più pericolose per la Bonino restano quelle non europee, soprattutto l'indiano Shashi Tharoor, vice Segretario dell'Onu e molto vicino ad Annan fin da quando quest'ultimo dirigeva le operazioni di peacekeeping.

Data: 
Sabato, 12 March, 2005
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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