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Pannella sospeso tra i poli, il premier non cede

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Il leader radicale: sì al programma dell'Unione. Ma Berlusconi gioca l'ultima carta: anticipare il referendum

ROMA - Ennesima giornata di suspense per i radicali, contesi a destra e a sinistra. La notizia arriva di buon mattino. Marco Pannella annuncia, con convinzione, di «accettare il programma» di Romano Prodi pur di allearsi alle regionali. A scatola chiusa. Lui, il leader dell'Unione, lo gela: «Basta fare battute». Ma l'altro insiste: «Io continuo a sperare». Come gli innamorati. E il dialogo con il centrodestra? Sembrava chiuso e invece resta aperto. Lo assicura Silvio Berlusconi in persona. E il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi non solo conferma, ma lancia un pesante avvertimento all'Udc: «Possiamo accettare tutto, ma non i veti». Tanto che alla fine tira fuori la carta che potrebbe essere vincente per la maggioranza nell'ormai eterno corteggiamento in vista delle regionali: l'assicurazione che il governo non fisserà il referendum a giugno, quando le probabilità di non raggiungere il quorum sarebbero più alte. L'offerta di Pannella all'Unione appare totale: «Dico a Prodi che sono pentito: non so quali siano i suoi programmi, ma li accetto». Raddoppia Emma Bonino dai microfoni di Radio Radicale. Con la raccomandazione però, ai leader del centrosinistra, di «non truccare le carte». Aggiunge entusiasta Daniele Capezzone: «Marco ed Emma sono pronti a cominciare il confronto anche fra mezz'ora». Ma dopo poco più di mezz'ora arriva la doccia fredda di Romano Prodi: «È ora di finirla con le battute. Finora ne sono state fatte troppe». Tocca ad Arturo Parisi spiegare il perché di tanto gelo: «Se i radicali sono pronti davvero al confronto sappiano che il terreno da noi scelto è il programma». E nuovamente, all'interno del centrosinistra, si creano due partiti. Decisamente contraria resta Rosy Bindi: «Non è solo un problema di programma: ci divide un progetto di società». E anche l'Udeur: «Con loro cambierebbe la natura dell'alleanza».
Favorevoli invece i Verdi, Rifondazione comunista e tre candidati alla presidenza di tre Regioni: Mercedes Bresso (Piemonte), Ottaviano Del Turco (Abruzzo) e Nichi Vendola (Puglia). Mentre il segretario dei Ds Piero Fassino dichiara di «essere pronto», ma mette in guardia i radicali dalla «teoria dei due forni», cioè lasciare aperta fino all'ultimo la possibilità di scegliere da che parte stare.
Ma è dal fronte opposto, quello del centrodestra, che all'improvviso arrivano importanti segnali. Prima di tutto da Silvio Berlusconi che, assente a causa dell'influenza, telefona al consiglio dei ministri: «Guardate che la questione dei radicali è ancora tutta in piedi e va affrontata. Lo faremo quanto prima, appena mi rimetto». E il veto dell'Udc? Il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri spiega che il problema «non è tanto Marco Follini quanto il suo partito». E che comunque bisogna fare del tutto per convincere gli alleati «perché senza Mastella, senza la Mussolini e senza i radicali» la strada diventa davvero in salita. Ma come convincere invece Pannella che sembrava avere chiuso definitivamente con la maggioranza? «Non è necessario giungere a parlare di valori comuni. Basterebbe un minimo di apertura. Ad esempio sui tempi del referendum sulla fecondazione assistita».
Ed ecco che il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, interprete fedele del Berlusconi-pensiero, riprende il discorso come possibile soluzione del caso: «Il governo sceglierà una data che non scoraggerà l'elettorato». Vale a dire maggio invece di giugno, scelta che potrebbe convincere i radicali della buona volontà della maggioranza. Ma c'è una cosa che Bondi promette di non fare passare. Costi quel che costi: «Nessun partito ha il diritto di porre dei veti a noi che siamo la forza di maggioranza relativa, soprattutto se si tratta di un piccolo partito. E poi dire di no ai radicali, che chiedono solo di essere ospitati nelle nostre liste, sarebbe un gesto di puro autolesionismo, di masochismo politico». Udc avvertita. E anche con forza.

Roberto Zuccolini

Data: 
Sabato, 12 February, 2005
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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