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UN TETTO AI RADICALI

Testo: 

LA TRATTATIVA CON I POLI
di ALCIDE PAOLINI

I radicali sono alla ricerca di un tetto che li protegga dalla scomparsa.
Dalla scomparsa dalla scena politica, oltre che dalla bancarotta, come ha fatto capire molto brutalmente ai suoi fidi il loro líder maximo Marco Pannella. E in fatto di tetto, non occorre essere volpi politiche per capirlo, quello di Berlusconi sarebbe, ça va sans dire, il più confortevole. Senza contare che con Berlusconi Pannella aveva legato fin dal primo momento, quando si era illuso che lo avrebbe fatto ministro degli esteri, che resta il suo grande sogno irrealizzato.
In realtà, però, se è vero che con Forza Italia i radicali non morirebbero di fame, è anche vero che con l'Ulivo i loro voti potenziali potrebbero essere di gran lunga più consistenti. Proprio perché i radicali sono portatori di istanze laiche civili molto più condivise a sinistra che a destra. Il che è confermato anche dal fatto che sono ormai oltre centocinquanta i parlamentari dell'Ulivo che appoggiano il proposito di ospitarli nelle loro liste.
Insomma, la tentazione maggiore dovrebbe venire da sinistra, almeno dal punto di vista politico elettorale; ma è a destra che Pannella preferirebbe trovare spazio, perché la contrattazione dipenderebbe esclusivamente da Berlusconi, col quale il leader radicale è convinto di poter raggiungere un accordo più interessante, anche (o forse soprattutto) dal punto di vista economico. Non bisogna dimenticare, infatti, che la situazione radicale, sotto questo aspetto, è a dir poco drammatica. E c'è il rischio che se la campagna tesseramento non raggiungerà quel minimo traguardo, indispensabile alla sopravvivenza, che si sono dati (costituito da cinque mila tessere a 200 euro l'una, per un totale di un milione di euro), non sappiano più neanche a che santo rivolgersi per le spese elettorali.
Come mai sono arrivati a questo? C'è chi, anche dall'interno, imputa la situazione proprio a Pannella, alla sua arroganza, al suo narcisismo, al suo egocentrismo, al suo non piegarsi al compromesso con i partiti, al suo delirio di potenza. Il che può anche essere vero, almeno in parte, come è vero che tutto ciò gli ha causato la diaspora di tanti figli promettenti (da Marco Taradash a Laura Cesaretti a molti altri), mentre i "nipoti", a cominciare dal nuovo segretario Daniele Capezzone (pur intelligente e preparato), non hanno mai nemmeno sfiorato il fascino e il carisma dei "nonni" Pannella e Bonino. E il movimento radicale resta pertanto ancora raffigurato quasi unicamente dalle icone inconfondibili di questi due patriarchi, oltre che dall'efficienza senza confronti di Radio radicale e del suo direttore Massimo Bordin, una sorta di Pico della Mirandola della politica nelle sue rassegne stampa, un po' fazioso ma non troppo, le cui glosse sono spesso deliziosamente spocchiose (e inframmezzate da scaracchi continui, causa il fumo, immagino, come del resto capita a Pannella), in mancanza dei quali a quest'ora sarebbe già scomparso dalla ribalta politica.
Come andrà a finire dipenderà anche dalla data che il premier sceglierà per indire il referendum sulla fecondazione assistita, ancora incerto com'è se accontentare i contrari della sua parte (autorità ecclesiastiche comprese), che vorrebbero rimandarla a giugno, quando milioni di famiglie sono al mare, o i radicali & C. che si batteranno perché sia fissata entro maggio. Comunque lo sapremo assai presto, anche perché a giorni scadono i termini per la raccolta delle firme e la presentazione delle liste e non vorranno essere colti in difetto proprio loro, i radicali, che da anni protestano e denunciano per le irregolarità di questo adempimento gli altri partiti.

Data: 
Lunedì, 7 February, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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