You are here

Radicali, il premier e Follini aprono

Testo: 


Ma la Lega: no, sono mercenari. Il Cavaliere: la Mussolini? Dialogo interrotto, non finito

ROMA - Sostiene che il partito di Marco Pannella è «inconciliabile» con la sinistra, che la sua volontà è quella di un'intesa su larga scala, ammette però che la trattativa è al momento solo un «work in progress». Un lavoro sul quale pesano certamente il no della Lega, come le spaccature interne ad An e Udc. Berlusconi pronuncia ufficialmente, come ha chiesto Pannella, l'auspicio di una sintonia politica che può divenire in parte, forse, programma comune, certamente strategia elettorale condivisa. Una sintonia che, però, non ha ancora dato i suoi frutti, puntellata però da una lunga telefonata che lo stesso premier ha fatto al leader dei radicali; da parole inequivocabili pronunciate dal coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi; ieri pomeriggio ancora dalle dichiarazioni del capo del governo, rilasciate nello studio dell'avvocato e senatore Giuseppe Consolo, An, durante un incontro a sostegno della candidatura di Francesco Storace per un nuovo mandato alla guida della Regione Lazio.

In mattinata, Berlusconi ha avuto un colloquio telefonico con Marco Follini, vicepremier e segretario dell'Udc, che considera l'intesa con i radicali ipotesi tecnica percorribile, dove la parola tecnica esclude un posto fisso nel centrodestra così come qualsiasi link di sostanza sui programmi. Di certo, per Berlusconi, «va bene che per la sinistra i programmi sono solo impicci fatti solo per l'occasione elettorale, ma credo proprio che il programma economico e di politica internazionale del Partito radicale sia inconciliabile con questa sinistra»: «Con noi l'accordo non c'è, ma ci stiamo lavorando. Mi piacerebbe, c'è l'auspicio che possa accadere».

Auspicio opposto viene coltivato dalla Lega, che definisce quella di Pannella un'operazione che ricorda i «mercenari». Parole di Roberto Calderoli: «Il proporsi contemporaneamente a due coalizioni così distanti è un'operazione spregiudicata, ricorda le disponibilità che danno i soldati mercenari». Diverso l'atteggiamento di Follini, ovvero «mille riserve su un'alleanza a tutto campo», molte meno «sul loro diritto alla rappresentanza e, dunque, sulla formula della ospitalità».
Condivide lo stesso Pannella («un'alleanza a tutto campo noi non riusciamo nemmeno a immaginarla») che a fine giornata invita sia la Gad che la Cdl a riporre «annunci generici di intese parziali e provvisori», per scegliere con chiarezza («entro otto giorni», perché così vuole la legge) se accettare la proposta di ospitalità dei radicali nelle liste elettorali di uno dei due schieramenti.

Parole chiare arrivano anche su Alessandra Mussolini. Berlusconi chiude un tormentone che va avanti da alcuni giorni, annunciando che «in settimana» sarà trovato il candidato destinato a sfidare Bassolino in Campania. In questo momento, aggiunge Berlusconi, accogliere la nipote del Duce nella Cdl sarebbe come «mettere insieme il diavolo e l'acqua santa». Ma il discorso è «interrotto, non concluso». Se ne riparlerà in vista delle Politiche. Sull'opposizione, ancora Berlusconi, concetti in parte già espressi: sono «comunisti per mentalità, prima ancora che per nome»; «si agitano come mosche impazzite intorno al nome»; attende gli elettori «una scelta di campo: tra chi viene dall'ideologia del rancore e dell'odio e chi viene da un'ideologia liberale, di amore, di voler bene a tutti».

Marco Galluzzo

Data: 
Giovedì, 3 February, 2005
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
Condividi/salva