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Ulivo, appello ai Radicali Ma i partiti si spaccano

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Sull'«Unità» la proposta di 29 parlamentari dallo Sdi al Prc

La Quercia frena, gelo tra i cattolici. Capezzone: novità di rilievo

ROMA - «Roba da matti, è come se uno che cerca moglie dicesse "basta che sia donna». Per Ciriaco De Mita il matrimonio con i radicali non s'ha da fare, né per le Regionali né tantomeno per le Politiche e come l'ex premier la pensano in tanti, nella Margherita. Ma poiché la guerra è guerra e un due per cento di voti può fare la differenza, Francesco Rutelli ha chiamato Emma Bonino e il cattolicissimo Franco Marini ha parlato con il suo vecchio amico Marco Pannella. Assodato che le condizioni per un'intesa programmatica con i promotori del referendum contro la fecondazione non ci sono, non sul piano nazionale almeno, il leader radicale e il segretario organizzativo della Margherita hanno convenuto che sì, «localmente qualcosa si può fare».

L'APPELLO - È appena uno spiraglio, ma l'anima liberal del partito di Rutelli ha preso a sperare e così i 29 firmatari dell'appello «aprite ai radicali» pubblicato ieri dall' Unità e accolto dal segretario dei radicali Daniele Capezzone come un evento «di notevole rilievo». Uno schieramento trasversale che trova insensato lasciare a una destra «proibizionista e illiberale» anche pochi decimali in percentuale e che sprona la Gad a offrire «ospitalità» alle liste radicali: tanti diessini (Folena, Rognoni, Ranieri, Turci, Calvi, Debenedetti...), due verdi, laici della Margherita come Maccanico, Treu, Enzo Bianco, il socialista Villetti, Pisapia di Rifondazione e Formisano dell'Italia dei valori.
Il ds Franco Grillini, promotore dell'appello, vorrebbe una Gad senza puzza sotto il naso, in fondo «che male c'è a essere antiberlusconiani?». E se poi quello tra Prodi e Pannella non sarà un matrimonio con tutte le regole poco male, «a noi piacciono anche le coppie di fatto». Le firme continuano ad arrivare, soprattutto dal Botteghino, ma è una pressione che non sembra rispecchiare la volontà dei gruppi dirigenti.

DIFFIDENZA DS - Piero Fassino non si è pronunciato ma non è con slancio che assiste alle avances radicali, anche se il 12 gennaio scorso D'Alema ha incontrato Pannella a Strasburgo e se proprio ieri Beppe Giulietti caldeggiava la candidatura di Emma Bonino all'Authority delle Telecomunicazioni. La segreteria ds non ha gradito la schiettezza con cui Pannella ha detto, in sostanza, «se non trovo l'accordo con Berlusconi provo con il centrosinistra» e invita alla cautela. Rifondazione è pronta a porre il veto alle nozze e Rutelli avrà il suo bel da fare per sedare i malumori dei cattolici: a pochi giorni dal voto regionale del 2000 Pierluigi Castagnetti, che allora guidava il Ppi, accusò il premier Massimo D'Alema di voler vendere ai radicali l'anima del centrosinistra e non ha cambiato idea. L'Udeur non ha firmato e nemmeno il Pdci, ma i comunisti di Diliberto non chiudono. Non che ci siano consonanze di programma con una forza «ultraliberista che si è schierata per la guerra di Bush», ma per battere Berlusconi vale tutto, anche l'accordo con i radicali. Ancor più netta l'apertura dei Verdi, con Pecoraro Scanio pronto ad aprire le braccia «se in loro prevarrà la tradizione ecologista e libertaria sui diritti civili».

PRODI NON CHIUDE - Il prodiano Natale D'Amico è convinto che non sarà certo il Professore a porre ostacoli, ma la senatrice Marina Magistrelli è più cauta: «Nella Gad c'è spazio anche per loro, però patti chiari e amicizia lunga». I radicali puntano a un accordo pieno che guarda non tanto al voto del 3 e 4 aprile quanto alle Politiche del 2006, ma al momento un patto simile pare lontano. «Si sta verificando in sede regionale se esistono possibilità per intese programmatiche regione per regione» spiega il braccio destro di Marini, Beppe Fioroni. Oggi alle 18 una delegazione radicale guidata da Capezzone consegnerà al capo dello Stato un dossier sui «brogli» elettorali che si sarebbero verificati alle Regionali del 2000.

Monica Guerzoni

Data: 
Giovedì, 27 January, 2005
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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