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LA SEDUTA SPIRITICA E IL CASO MORO

Testo: 


di Valter Vecellio

Caro Direttore, Il professor Mario Baldassarri è persona seria, amabile e competente; però nella godibilissima intervista rilasciata a Giancarlo Perna leggo affermazioni che sono difficili da digerire. Mi riferisco alla descrizione della famosa seduta spiritica nella casa di campagna del professor Alberto Clò, con Romano Prodi, la moglie Flavia e altri. Il professor Baldassarri sostiene che la seduta spiritica ebbe luogo, sia pure in un clima a dir poco irriverente, e che se ne ebbe la clamorosa indicazione: "Gradoli". Cinque anni fa, intervistato dal settimanale "Famiglia Cristiana" Giovanni Galloni, democristiano un tempo influente, disse: "Vidi Prodi salire verso l'ufficio di Zaccagnini, per riferire questa storia. E' chiaro che fu adoperato l'artificio della seduta spiritica per coprire la fonte della soffiata, che in quel caso doveva rivelarsi esatta".
Un anno prima il senatore Giulio Andreotti aveva detto più o meno la stessa cosa. Ascoltato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi, raccontò che quella "seduta" non aveva avuto luogo. Piuttosto era il modo con cui si era deciso di "coprire" una fonte bolognese di Autonomia. Per Andreotti e Galloni, dunque, quella domenica del 2 aprile 1978, nella casa di campagna di Zappolino non ci fu nessun gruppo di amici che per gioco iniziarono una seduta spiritica.
Da quanto racconta il professor Baldassarri tutto si sarebbe verificato in un clima estremamente irrituale. Nessun silenzio solenne, piuttosto rumore di stoviglie dalla cucina, bambini che zampettavano, un tizio che voleva fare le salcicce e sul prato. In quel contesto, molto poco "spiritico", un bicchierino si muove; a dire il vero il professor Clò alla commissione parlamentare stragi ha parlato di "piattino"; e il professor Gobbo, un altro dei partecipanti, di posacenere che "gira toccando delle parole disegnate sopra un pezzo di carta", e alla fine ne viene fuori, da quei segni la parola Gradoli. Come sia, lo spirito evocato fa il nome di Gradoli. Qualcuno ne parla con un criminologo, che ne riferisce all'allora questore di Bologna. Prodi stesso ne parla con il capo della segreteria di Zaccagnini, poi con Andreatta; della cosa viene informato anche l'addetto alla segreteria del ministro dell'Interno, che era Cossiga?Tutti si fiondarono nel paese di Gradoli, nel viterbese. Non si fece (o non si volle fare) la cosa forse più ovvia e naturale: cercare a Roma una via Gradoli. Alla signora Moro fu detto che una via con questo nome non esisteva; lei controllò sullo stradario, e invece la trovò. Proprio in quella strada c'era una "base" brigatista, dove andava e veniva Mario Moretti, una delle "menti" del sequestro.
Allora: Prodi parla di seduta spiritica. Galloni e Andreotti sostengono che fu un artificio per coprire una fonte di Autonomia; il professor Baldassarri riprende la versione della seduta spiritica? Come sono andate veramente le cose? Se la seduta spiritica è stata un artificio, chi si è voluto coprire? E perché? Perché si continua a coprirlo ora? Dopo più di vent'anni forse avremmo diritto di saperlo. Se invece la seduta spiritica c'è stata davvero, perché Galloni e Andreotti hanno detto quel che hanno detto?

Data: 
Mercoledì, 29 September, 2004
Autore: 
Fonte: 
Il Giornale
Stampa e regime: 
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