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Corsa per arrivare a 500 mila firme

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ROMA - A un passo dal traguardo per raggiungere l'obiettivo massimo: chiamare gli italiani a dire sì o no all'intera legge. Più indietro per l'obiettivo intermedio: andare al voto non su tutta la normativa ma solo sui quattro punti più critici e criticati. Si avvicina il momento della verità per i cinque referendum sulla legge per la fecondazione artificiale. C'è tempo fino alla fine di settembre per depositare in Cassazione le firme necessarie. Ne servono 500 mila per ogni quesito, anche se è buona regola presentarne almeno 100 mila in più per mettersi al riparo da errori e contestazioni.
Chi ha firmato prima dell'inizio di luglio deve tornare di nuovo ai banchetti perché sono valide solo le adesioni raccolte dopo quella data. Per il referendum che cancella l'intera legge - battaglia politica dei Radicali, appoggiata da una parte dell'opposizione - le firme sono finora 470 mila. Con questo fine settimana, momento in cui la raccolta è sempre più forte, si dovrebbe tranquillamente sfondare il muro del mezzo milione per poi arrivare intorno a quota 600 mila. Sono invece intorno a 300 mila le firme per i quattro quesiti parziali appoggiati da un gruppo trasversale. Dopo un complesso dibattito interno all'Ulivo, il comitato promotore si è costituito solo alla fine di luglio. E, con la pausa estiva, la raccolta effettiva è partita alla fine di agosto. Per questo è lotta all'ultima firma. Spiega Lanfranco Turci, senatore dei Ds che più si è impegnato nella campagna: «Per quanto possibile prenderemo le adesioni fino all'ultimo momento. Nella grandi città andremo avanti fino al 28 settembre. Nei piccoli centri, invece, ci fermeremo prima per avere il tempo di ricontrollare gli elenchi».
L' obiettivo delle 500 mila firme deve essere raggiunto necessariamente entro la fine del mese. Anche un solo giorno di ritardo manderebbe tutto a monte. Dice la legge che se gli elenchi vengono presentati in Cassazione dopo il 30 settembre, il referendum si può tenere non l'anno successivo ma quello dopo ancora, cioè nel 2006. Ma nel 2006, salvo sorprese, ci saranno le elezioni politiche e referendum e politiche non si possono svolgere lo stesso anno. Si andrebbe a finire al 2007, quindi. Chiudendo la raccolta entro la fine del mese, invece, si potrebbe votare già nella primavera prossima magari sfruttando gli stessi giorni delle Regionali. L' accorpamento non è automatico: non fu fatto, ad esempio, per il quesito sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma è comunque possibile e potrebbe essere decisivo per raggiungere il quorum.

Lorenzo Salvia

Data: 
Sabato, 18 September, 2004
Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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