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Sirchia: rivedere la legge 194. I radicali: è un talebano

Testo: 

Il ministro: sì al ticket dopo il primo aborto . I Verdi: sarà scontro
Il Papa saluta le donne che hanno rifiutato di sottoporsi all'intervento

ROMA. Il ministro della salute Girolamo Sirchia appoggia l'idea di un ticket sul secondo aborto (e successivi) per le fasce di reddito alte e la polemica sulla questione si infiamma, anche perchè essa pare aprire la strada a una revisione della legge sull'aborto stesso.
«Non conosco nel dettaglio la proposta del senatore Gentile di cui apprezzo peraltro i motivi ispiratori, cioè la necessità di evitare che l'aborto sia considerato a scopo anticoncezionale, cosa che ovviamente va ben al di là dello spirito della legge 194 e non è accettabile» afferma Sirchia, il quale si è detto anche possibilista per una revisione della legge 194. «Rivedere una legge a distanza di tempo, sia per valutarne gli aspetti positivi che negativi, è comunque auspicabile. Non credo ci sia nulla di immutabile in una società che cambia continuamente, quindi anche ripensare quello che è stato fatto e quello che si può fare di meglio vale sempre la pena». Sirchia ha anche definito come «ottima» l'idea del dipartimento nazionale per le politiche antidroga che dovrebbe diventare operativo da settembre.
«Ma come fa a parlare di aborto come metodo contraccettivo? Davvero pensa che le donne si divertano a interrompere una gravidanza?» così Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani si rivolge a Sirchia che definisce «mullah» e «talebano». «Non dubitavo del fatto che il mullah Sirchia - afferma Capezzone - avrebbe gradito la proposta di ticket sull'aborto. Piuttosto si faccia saltare il blocco, valido solo per le donne italiane, in Europa, della Ru486, e si apra grande campagna informativa sulla contraccezione».
«Che vergogna ! Il ministro Sirchia si dichiara d'accordo con il senatore Gentile sull'introduzione del ticket per frenare l'aborto e aggiunge che è maturo il tempo per rivedere la legge 194. Ma dove vive?», si chiede Barbara Pollastrini coordinatrice delle donne dei Ds. «Il ministro sà che da quando c'è la legge sono diminuiti gli aborti? Sà che per le donne l'interruzione volontaria di gravidanza è un trauma e un dolore?»
«Se la proposta di Forza Italia di introdurre un ticket per chi ricorreva all'aborto per più di una volta sembrava frutto di un'iniziativa propagandistica estiva, l'intervento del ministro della Sanità Sirchia si configura come un vero e proprio atto irresponsabile che rischia di far precipitare nuovamente il nostro Paese nell'aborto clandestino» afferma il deputato Verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera. «Se la volontà del governo è quella di preparare le condizioni per rivedere la legge 194 sappia che troverà in Parlamento e nel Paese una forte opposizione».
«Polemizzare a pochi giorni da ferragosto e a camere legislative chiuse su temi importanti come aborto e droga, che riguardano da vicino e drammaticamente al vita delle persone - afferma Francesco Giro, responsabile di Fi per i rapporti con il mondo cattolico - non è nè utile nè produttivo. Forza Italia non si tira certamente indietro di fronte a queste emergenze e il suo coordinatore Bondi presto farà sentire la sua opinione ma intende farlo, come è suo costume, con cautela ed equilibrio».
Intanto ieri Giovanni Paolo II ha salutato, al termine dell'Angelus recitato nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo, alcune «mamme che hanno rifiutato l'aborto». Donne che all'incontro con il Papa sono state accompagnate proprio dai loro bambini e dalle responsabili della comunità Opera Mater Dei di Castel Gandolfo che ha dato loro aiuto.

Data: 
Lunedì, 9 August, 2004
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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