You are here

Contro i radicali per il liberismo ma sulla procreazione assistita...

Testo: 

Caro direttore,
in una tua recente risposta ad una lettera invitavi un lettore dubbioso a firmare il referendum dei radicali sulla procreazione assistita, esprimendo apprezzamento per alcune loro battaglie civili ma rimarcando la tua netta contrarietà ad un voto alle loro liste. Concordo con le tue affermazioni, e ti vorrei sottoporre l'anomalia che si sta evidenziando a Ferrara per le prossime elezioni amministrative in cui una lista radicale sosterrà la coalizione di centrosinistra, appoggiata dal Prc. Come elettore trovo difficile digerire tale accordo, fatto escludendo il tavolo di confronto programmatico tra le varie forze politiche, cui il nostro segretario provinciale ha cercato di porre immediatamente un freno. Risulta evidente la difficoltà per Rifondazione di governare localmente in un'alleanza che comprende una forza guerrafondaia e liberista come quella radicale. Per spirito di appartenenza voterò Rifondazione comunista, a prescindere dalle alleanze, per stima nei confronti della dirigenza locale, ma lo farò con il mal di pancia, ci mancavano i radicali a rovinarmi il giorno del voto.
Paolo Roversi Ferrara

Non conosco bene la situazione di Ferrara e, quindi, mi astengo dal dare giudizi sulla possibile alleanza centrosinistra-radicali. Sono perfettamente d'accordo con te, come avevo già scritto, nell'apprezzare Pannella per alcune battaglie civili che hanno contribuito, certamente, alla crescita democratica del nostro Paese. Netta è invece la mia ostilità alle scelte liberiste e antipacifiste che hanno caratterizzato la politica di alcuni leader radicali in questi ultimi anni. Ciò non mi ha impedito, proprio il 25 aprile, la festa che io più amo, di recarmi a un banchetto radicale per porre la mia convinta firma per il referendum che chiede l'abrogazione della legge 40/2004 recante "norme in materia di procreazione medicalmente assistita". Ho firmato perché, come scrive il Comitato Luca Coscioni:
«- la legge vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, cioè la speranza di cura per 10 milioni di malati italiani. La legge vieta qualsiasi ricerca sugli embrioni, compresi quelli soprannumerari, destinati ad essere eliminati. La legge vieta altresì la clonazione terapeutica. Secondo la maggior parte degli scienziati questo tipo di ricerche potrebbero presto curare malattie molto diffuse come l'infarto, il diabete, l'Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi e molte altre;
- la legge stabilisce l'equivalenza tra embrione e persona. Per la prima volta nel nostro ordinamento si sancisce il principio di equivalenza tra un ovulo fecondato e un individuo umano titolare di diritti, ponendo le basi per mettere in discussione la legge sull'aborto;
- la legge obbliga il medico a trattamenti pericolosi per la salute della donna. Limitando a tre il numero degli ovociti da fecondare, e impedendo il congelamento degli embrioni, la legge diminuisce le probabilità di successo della fecondazione, costringendo le donne a ripetuti trattamenti che aumentano il rischio di danni alla salute;
- la legge vieta l'accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie portatrici di malattie genetiche, ma non sterili. In Italia, considerando le migliaia di diverse malattie genetiche, è un problema che riguarda moltissime coppie;
- la legge obbliga la donna a far nascere un bimbo malato o interrompere la gravidanza, nel caso di trasmissione di malattie genetiche. Vietando «ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni», la legge obbliga il medico ad impiantare anche gli embrioni malati, costringendo la donna alla scelta tra far nascere un bimbo malato o abortire;
- la legge impedisce di avere un figlio quando entrambi, o uno dei due membri della coppia, siano completamente sterili. E' infatti vietata la fecondazione eterologa (ossia con utilizzo di seme od ovociti da donatori esterni);
- la legge è in contrasto con la Costituzione italiana. La legge è in contrasto infatti con gli articoli 2 e 3 (parità di trattamento senza distinzioni personali o sociali), gli articoli 9 e 33 (libertà della ricerca scientifica e libertà della scienza) e l'art. 32 (tutela della salute), stabilendo, in caso di fecondazione dell'ovulo, l'obbligo di impianto nell'utero anche nel caso di ripensamento da parte della coppia».
Spero che molti lettori di "Liberazione" compiano la mia scelta. Certo, in giorni orribili come quelli che stiamo vivendo, mentre in Italia, come nei peggiori anni Cinquanta, si tende a militarizzare il conflitto sociale e la sporca guerra infinita di Bush e il terrorismo fondamentalista spingono il mondo alla barbarie, sembra difficile pensare ad altro. Ma bisogna farlo.
Anche la battaglia abrogazionista di una legge infame è battaglia di pace e per la vita. (a.c.)

Data: 
Mercoledì, 28 April, 2004
Autore: 
Fonte: 
LIBERAZIONE
Stampa e regime: 
Condividi/salva