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Pannella continua a non bere «Il ministro? Conta il Colle»

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ROMA - «Castelli può dare i pareri che vuole. Ma, non essendo lui il ministro proponente, non hanno peso. Conta solo quello del capo dello Stato». Il suo primo giorno senza acqua, Pannella lo ha trascorso tra visite mediche e interviste. Con un'insolita aria serena, che non ha perso neanche dopo il torto subìto da Bruno Vespa: nella puntata con il ministro Roberto Castelli non lo ha neanche interpellato. Giustificandosi poi, con il presidente della Vigilanza Rai Claudio Petruccioli, con il timore di non riuscire a contenere la sua «personalità dilagante». Il leader radicale si adira invece se si equivoca la sua lotta: «Non protesto per la libertà ad Adriano Sofri, ma per far sì che il capo dello Stato si riappropri delle sue prerogative». Pannella dà persino ragione al ministro, ma solo su un punto: «E' vero che non deve agire perché io faccio lo sciopero della sete. Anche la non-violenza è un'arma forte di pressione - ammette senza problemi -. Il punto, però, è che lui deve agire perché è la Costituzione che lo impone. Giacché prevede che il potere di grazia sia del Presidente e non del ministro». Importanti costituzionalisti si confronteranno su questo tema domani, in un convegno organizzato alla Camera, nella Sala del Refettorio di San Macuto.
Intanto Pannella attende segnali. «E' ancora troppo presto per ricevere telefonate, sia pure informali, da Palazzo Chigi. O da ambienti del Quirinale» spiegava ieri, senza perdersi d'animo.
I medici tentano di dissuaderlo dalla ferma intenzione di continuare il digiuno e lo sciopero della sete. Perché se i bollettini di ieri lo descrivevano in «condizioni discrete», è a partire da oggi che l'équipe di luminari, ai quali si è aggiunto il professor Benedetto Marino, prevede guai. La volta scorsa la crisi arrivò al quinto giorno. Stavolta si teme già da domani. «Credo che parta da una situazione peggiore», fa notare il professor Claudio Santini, primario di Medicina interna all'Ospedale Vannini di Roma. «Non beve, né acconsente a flebo per una idratazione alternativa. E il livello della pressione scende. In queste condizioni si temono sempre embolie. Non sta assumendo farmaci che lo aiutino. Anzi è costretto a non prendere medicinali molto utili per le sue condizioni cardiache».
Ma lui minimizza: «Io amo la vita in tutte le sue manifestazioni, non voglio morire». Ma, aggiunge, «devo insistere. Bisogna essere certi che quando il Presidente vuole fare o negare una grazia la faccia o la neghi. Bisogna fare giustizia di due anni di inaudita ignoranza aggressiva nella quale l'Italia è stata tenuta, raccontando la balla che il Presidente deve aspettare una richiesta o una proposta del ministro. La Costituzione non la prevede e non la richiede. Il ministro non ha questo potere. Se il Presidente ha deciso, per il ministro Castelli c'è solo un atto dovuto. Altrimenti c'è un preciso articolo del codice a sanzionare le inerzie».
Messaggi di solidarietà continuano ad arrivare a Pannella da più parti. All'appello di intellettuali e artisti si sono aggiunte ieri le firme di Adele Cambria, Liliana Cavani, Beppe Grillo, Vincino e molti altri. E l'Anci ha promesso appoggio «nella battaglia per il rispetto della Costituzione».

V. Pic.

Data: 
Martedì, 6 April, 2004
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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