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Il centrodestra alla riconquista del Pannella perduto

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Marco Pannella come la proverbiale Bella di Torriglia: tutti lo vogliono ma nessuno se lo piglia. La sua lettera pubblica a Giuliano Amato ha interrotto mesi di ostracismo bipartisan, sortendo l'effetto di riaccendere sui Radicali i riflettori di maggioranza e opposizione. E se adesso nel centrosinistra sono in molti a sostenere di volerlo accogliere (magari non a braccia aperte ma certo con una sincera stretta di mano), cresce contemporaneamente nella maggioranza il numero di quanti si augurano un accordo stabile con il leader di mille battaglie e il suo partito. "Molte cose ci separano da Marco ma ritengo che il centrodestra abbia il dovere di confrontarsi con lui" dichiara ad esempio il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.

"Sui grandi temi di politica estera, sulle riforme e sul bipolarismo, sulla possibilità di una economia più libera da lacci e laccioli, ci sono larghi spazi per un confronto tra i Radicali e la Casa delle Libertà. Bisogna quindi verificare questa possibilità senza fare regali a nessuno. Pannella ultimamente ha manifestato certe aperture per provocare delle reazioni, perché non riuscirebbe mai a trovare una collocazione in quella sorta di Babele caotica quale è ormai il centro sinistra italiano. Ebbene io rispondo: parliamo, confrontiamoci". L'esponente di An non è l'unico a sostenere che la lettera del leader radicale avesse sicuramente un intento provocatorio.

"Ma proprio per questo ritengo che sia un errore politico che non si dialoghi - su basi continuative e con l'obiettivo stipulare accordi effettivi - con una forza nettamente liberale come quella radicale" spiega il forzista Dario Rivolta, vicepresidente della commissione Esteri della Camera. "Non dobbiamo dimenticare che nel 1994 i Radicali furono una componente importante che contribuì alla vittoria delle forze liberali e democratiche. Per questo riaprire un dialogo politico a fini di costruttiva collaborazione con Pannella è interesse della CdL anche per non cadere nello stereotipo che qualcuno sta cercando di affibbiarci: essere diventati forza di conservazione e non più di cambiamento. Alcune leggi retrograde e illiberali votate in modo trasversale dal Parlamento - in particolare quella sulla fecondazione medicalmente assistita - sarebbero state sicuramente ben diverse se avessimo mantenuto aperto il dialogo con politici innovatori e autenticamente liberali come Pannella e Bonino".

Anche Maurizio Sacconi auspica la riapertura di un dialogo "che nei fatti non si è mai interrotto". Il sottosegretario al Welfare si dice convinto che "l'alveo naturale per una possibile alleanza dei radicali sia la CdL e non il coacervo illiberale dell'Ulivo. Ciò è tanto più vero in un paese dove non è stato ancora ricostruito un equilibrio tra i diversi poteri e soprattutto nel quale non sono ancora adeguatamente tutelati i diritti della persona. Per non dire delle necessarie battaglie per le liberalizzazioni e per la riforma dello stato sociale nel segno della responsabilità dell'individuo e delle compatibilità finanziarie". Infine il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, che dei radicali è amica di lungo corso.

"Prendo atto - ci dice - che in vista delle prossime elezioni europee Marco Pannella sta tentando di aprire un tavolo di trattative sia con l'Ulivo sia, presumibilmente, anche con la Casa delle Libertà: una situazione che se in qualsiasi altro Paese potrebbe apparire anomala, non deve invece sorprendere gli italiani. Mi auguro - ha continuato - che Marco ed Emma non decidano di smentire la lunga storia radicale e le loro importantissime battaglie schierandosi con una coalizione che non potrebbe essere più distante dal loro metodo di lotta politica. Ecco perché esprimo l'auspicio che i Radicali mettano fine al loro temporaneo pendolarismo e perché si possano creare le premesse per la stipula di una loro adeguata e soddisfacente alleanza politica con la Casa delle Libertà".

Giovanna Albertini

Data: 
Venerdì, 5 March, 2004
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Fonte: 
L´Opinione
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