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I radicali: cambiamo subito la legge sulla procreazione assistita. Vargiu: penalizzati i talassemici

Testo: 

Convegno

Cambiare una legge culturalmente illiberale e crudele, perché preclude alle persone affette da malattie genetiche la strada della maternità e della paternità. Ai Radicali Sardi, la recente normativa approvata dal Parlamento sulla fecondazione assistita, proprio non piace. Il grido d'allarme su quelle che ritengono come una serie di restrizioni sulla vita umana è stato lanciato e raccolto anche da altri gruppi politici, associazioni che operano nel campo del sociale oltre che da medici e giuristi, in un convegno svoltosi ieri pomeriggio nella sala dell'Hotel Regina Margherita.
«Questa è una legge che priva la gente della speranza di una vita normale - ha spiegato Michele Demontis, coordinatore dei radicali sardi, nel lanciare il suo appello - e deve assolutamente essere cambiata». Le nuove disposizioni con le quali per la prima volta nel nostro paese vengono stabiliti permessi e divieti sulla procreazione assistita finora regolata dalla deontologia medica, tra le altre cose proibiscono la diagnosi genetica preimpianto. «Inconcepibile, soprattutto in una regione come la nostra in cui il 13% della popolazione è portatore sano di Talassemia - ha evidenziato Giorgio Vargiu, presidente regionale dell'associazione talassemici - e dove il rischio che da una coppia di due portatori sani nasca un figlio malato è del 25%». Sulla stessa linea il Primario del Microcitemico, Giovanni Monni: «Non potendo impiantare solamente gli embrioni sani, alla donna rimane come alternativa quella di rinunciare alla gravidanza al quinto o sesto mese, cosa che invece è paradossalmente permessa». E mentre l'avvocato Luigi Concas, confida «nella Corte Costituzionale»», Piero Comandini, dello Sdi, parla della possibilità di «un referendum abrogativo per ripristinare la libertà». Il Segretario dei Radicali italiani, Daniele Capezzone invita invece a discutere sul fatto che «l'embrione non è un feto».

Gianluca Zorcolo

Data: 
Domenica, 22 February, 2004
Autore: 
Fonte: 
L´UNIONE SARDA
Stampa e regime: 
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