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Procreazione:rush finale a Camera. I radicali protestano a Montecitorio

Testo: 

E' iniziato nell'Aula della Camera l'esame della legge sulla procreazione assistita. Il testo su cui l'Assemblea di Montecitorio oggi è chiamato ad esprimersi è stato modificato dal Senato lo scorso 11 dicembre.I radicali di Marco Pannella e l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica hanno aperto oggi, con una manifestazione in Piazza Montecitorio e una conferenza stampa, la campagna referendaria contro la legge.
La legge è ritenuta "illiberale e preclusiva dello sviluppo della ricerca scientifica".
Luca Coscioni, gravemente sofferente di sclerosi laterale amiotrofica, è giunto a Montecitorio in ambulanza da Orvieto; ha aperto la conferenza stampa parlando attraverso il sintetizzatore vocale collegato al pc con il quale comunica abitualmente, ed ha lanciato un appello a tutti i parlamentari in favore della libertà di ricerca, sottoscritto da oltre 2.400 scienziati ed accademici non solo italiani. "Un appello - ha precisato Coscioni - affinché modifichino una legge a vocazione autoritaria, integralista e fondamentalista che sacralizza gli embrioni anziché la vita delle persone, dei malati, delle coppie sterili uccidendone l'identità psicofisica: l'embrione è un essere umano, il malato, no!. Una legge che sancisce il ritorno, in Italia, ad una sorta di Medioevo e di arretramento scientifico perché esclude dalla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche qualsiasi procedimento e tecnica riguardante le cellule staminali embrionali umane". In caso contrario, Coscioni ha preannunciato il ricorso al referendum abrogativo, "un imperativo non solo fottutamente morale, di coscienza, ma anche sociale per tutti".
Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, gli eurodeputati Marco Cappato e Maurizio Turco, il segretario radicale Daniele Capezzone e il leader Marco Pannella.
Pannella ha affermato che la legge sulla procreazione medicalmente assistita "è clericale, proibizionista e figlia di una Repubblica erede del fascismo e non alternativa ad esso. Una repubblica post fascita - ha aggiunto Pannella - come dimostrano anche gli 'scioperi corporativi' delle varie categorie, dai medici agli autoferrotranvieri e persino dei magistrati, dipendenti statali con il potere però di condizionare la giustizia. Ci battiamo da oltre 30 anni per liberalizzare questa Repubblica - ha concluso Pannella - e continueremo a farlo con l'impegno di sempre".

Data: 
Martedì, 10 February, 2004
Autore: 
Fonte: 
TGcom
Stampa e regime: 
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