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Legge Boato, la farsa all'epilogo

Testo: 

di Vittorio Pezzuto

E' slittata alla tarda serata di ieri la votazione finale, in commissione Affari Costituzionali, della proposta di legge Boato sul potere presidenziale di concessione della grazia. Rispetto alla sua versione originale - sottoscritta da parlamentari di tutti i partiti (eccetto la Lega Nord) - il testo era già stato significativamente modificato in mattinata con l'approvazione di un emendamento del relatore di maggioranza, il forzista Carlo Taormina, che ha introdotto l'obbligo della presentazione della domanda di grazia. Una condizione che oggi non è prevista dall'articolo 681 del Codice di procedura penale. Se non si sarà raggiunto in extremis un accordo con le opposizioni (e Marco Boato in particolare) la classe politica sarà così riuscita ad offrire all'opinione pubblica la fotografia esatta della sua impotenza.
Concepita per dare finalmente al capo dello Stato la possibilità di graziare Adriano Sofri, la proposta di legge è stata infatti trasformata in poche settimane nel suo esatto opposto: se approvata dal Parlamento impedirà adesso a Carlo Azeglio Ciampi di liberare l'ex leader di Lotta Continua, che con coerenza rivendica da sempre il suo diritto a non presentare la domanda di grazia. E non è tutto. Per non correre rischi, la Casa delle Libertà ha già deciso di bloccare comunque il testo in aula con una mozione pregiudiziale o sospensiva di incostituzionalità. Nonostante il giudizio positivo sulla legge espresso dal ministro della Giustizia Roberto Castelli e dalla stragrande maggioranza dei costituzionalisti auditi in commissione.

Data: 
Giovedì, 5 February, 2004
Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
Stampa e regime: 
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