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Per liberare Sofri, liberarsi di Castelli

Testo: 

di Stefano Ceccanti

Possiamo continuare a riempire giornali e riviste sulle infinite sfumature giuridiche del potere di grazia, per affrontare e risolvere il caso Sofri. Ma, alla fine, comunque noi concludiamo l'analisi, si urta con l'obbligo generale di controfirma degli atti presidenziali, stabilito dall'art. 89 della Costituzione.
Detto in altri termini, anche tenendo conto che l'ordinamento non prevede la necessità di una richiesta (articolo 681 del codice di procedura penale), anche nel caso in cui concludiamo che col medesimo nuovo codice non ci sia bisogno di una istruttoria preventiva del ministro della Giustizia che risponderebbe solo ad una mera prassi, anche ritenendolo un atto proprio del presidente della Repubblica per cui la controfirma del ministro sarebbe solo un atto dovuto, se Castelli non vuol firmare non c'è dibattito giuridico che tenga. Tant'è che i costituzionalisti più nettamente schierati su questo fronte sono alla fine costretti a invitare comunque Castelli a firmare. Ma l'ingegnere padano, per quanto Ciampi, Berlusconi e un'ampia maggioranza trasversale in parlamento cerchino di spingerlo, non cede.
Il disegno di legge costituzionale del governo (quello che nasce dalla bozza di Lorenzago) esenterebbe Ciampi dalla controfirma: se quindi esso avanza, i problemi sarebbero risolti. Ma si tratta di aspettare almeno un anno con tutte le aleatorietà del dibattito sulla complessiva riforma.

Data: 
Lunedì, 29 December, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL RIFORMISTA
Stampa e regime: 
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