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Pannella scrive a Ciampi Bondi in carcere da Sofri

Testo: 

Il coordinatore azzurro: se il capo dello Stato firmasse nessuno avrebbe da obiettare
Il leader radicale: subito la grazia, non c'è più tempo

ROMA - Marco Pannella è in ritardo sull'orario di inizio della conferenza stampa perché la lettera «in corso di invio» al Quirinale, che ancora stringe tra le dita, l'ha corretta fino all'ultimo minuto: «Signor Presidente, non c'è più tempo ormai. Lei per primo è ufficialmente in attesa di poter esercitare il Suo potere costituzionale di Grazia almeno fin dal gennaio 2002. Signor Presidente, Le sia ben chiaro che noi, io per primo, al pari ed in totale concordia con Adriano Sofri, non "chiediamo" la grazia per lui. Noi La invitiamo ad esercitare un suo potere». La richiesta di applicare la Costituzione non è nuova: provvedimento di grazia per Adriano Sofri concessa dal capo dello Stato anche in assenza della richiesta dell'interessato e della proposta del Guardasigilli. Ma ora Pannella si rivolge a Carlo Azeglio Ciampi con una lettera aperta per comunicargli innanzitutto che ha interrotto lo sciopero della fame: «Ho sospeso l'iniziativa non violenta per doveroso rispetto nei Suoi confronti nel momento in cui scienza giuridica e coscienza civile sono scese in campo...». Signor Presidente, «ascolti Romano Prodi, Giuliano Amato, Andrea Manzella, Michelle Anis, Giovan Battista Ferri, Gaetano Silvestri, Tommaso Frosini» disposti a escludere che qualcuno, e il Guardasigilli Roberto Castelli in particolare, possa impedire al capo dello Stato di firmare la grazia per l'ex leader di Lc condannato per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.
«Signor Presidente, si desti», scrive Pannella. E fa capire che, magari subito dopo il messaggio di Ciampi del 31 dicembre, lui potrebbe riprendere lo sciopero della fame e della sete: «Sapremo dalla Sua parola, o dal Suo silenzio, in questi giorni, se questa fame e questa sete di giustizia devono prendere corpo di popolo, di persona, a rischio della vita...». Così Pannella ricorda a Ciampi anche che Sofri, pur avendo diritto da 15 mesi al lavoro esterno (potrebbe tornare nel carcere di Pisa solo la notte) o a 60 giorni di licenza premio, non chiede nulla.
Poi il leader dei radicali ripone la lettera e polemizza a distanza con l'amico Marco Boato, il deputato dei Verdi che ha presentato un progetto di legge trasversale per cambiare la prassi, che affida al ministro della Giustizia l'iniziativa sulla grazia, restituendo così al capo dello Stato piena autonomia in materia di provvedimenti individuali di clemenza: «Se si continuasse a lavorare sulla legge questo vorrebbe dire che fino al giorno della sua approvazione Ciampi non potrebbe fare nulla». E allora, perché il presidente finora non si è mosso? «È stato mal consigliato», replica Pannella.
Franco Corleone e Silvio Di Francia, del comitato per Sofri, hanno un'altra idea: Castelli invii al Quirinale l'istruttoria sulla grazia richiesta da Ovidio Bompressi e poi bocciata dal ministro: «Servirebbe a sbloccare la prassi anche perché il Tar ha stabilito che l'istruttoria deve essere resa pubblica». E questo faciliterebbe una decisione autonoma di Ciampi anche sul caso Sofri.
E per il coordinatore di FI, Sandro Bondi, che ieri è andato a trovare Sofri nel carcere di Pisa, ha ragione Andrea Manzella che, sulla concessione della grazia, «parla di prerogativa del capo dello Stato»: «Non credo che sia indispensabile il nulla osta del ministro della Giustizia. Per questo dico che il tentativo di Marco Boato e di altri è lodevole ma penso che non ci sia bisogno di una legge per permettere al presidente di firmare la grazia. Al punto in cui siamo, se Ciampi firmasse, nessuno avrebbe nulla da obiettare, neanche la Lega».
Bondi, comunque, con Sofri non ha affrontato l'argomento «perché non vuole coltivare speranze che poi vengono frustrate». All'ex di Lc, Bondi ha regalato un libro che lui stesso ha curato e dedicato ad Annalena Tonelli, la missionaria italiana uccisa in Africa ad ottobre: «Sofri mi ha solo detto che la sua testimonianza ci mette tutti in imbarazzo».
Dino Martirano

Data: 
Lunedì, 29 December, 2003
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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