You are here

Perché Emma non andrà a Baghdad

Testo: 

La Bonino è candidata alla poltrona di responsabile Onu per la ricostruzione dell'Iraq. Ma contro dei lei gioca il ricordo delle elezioni del '99...

Emma Bonino responsabile Onu a Baghdad? Ipotesi suggestiva, ma quasi certamente destinata a restare solo un sogno. Emersa già da qualche settimana e (almeno stando alle dichiarazioni ufficiali) apprezzata da quasi tutte le parti politiche, la candidatura dell'esponente radicale alla poltrona di responsabile delle Nazioni Unite per la ricostruzione dell'Iraq non è mai davvero decollata. E il motivo, che in Transatlantico tutti conoscono anche se tutti negano, è legato alla realpolitik.
Più precisamente, alle prossime elezioni europee di giugno. Alle scorse elezioni per il Parlamento di Strasburgo, nel giugno del ?99, le liste radicali, per l'occasione battezzate «lista Bonino», raggiunsero il record storico dell'8,5 per cento dei voti (e 7 seggi), risultando addirittura la quarta forza italiana dopo FI, Ds e An. Come mai questo exploit, che di lì a due anni si sgonfiò di botto fino al flop delle politiche del 2001, con il 2,3 e nessun eletto? E' opinione comune che il motivo fu soprattutto uno: la straordinaria visibilità assunta da Emma Bonino nei mesi precedenti, grazie alla massiccia e trasversale campagna per la sua candidatura al Quirinale.
Oggi, alla luce di quella esperienza, nella maggioranza di governo che dovrebbe supportare la nomina Onu dell'esponente radicale non c'è alcuna voglia di riattivare il meccanismo visibilità-voti proprio alla vigilia di nuove elezioni europee. Anche nella convinzione che almeno 2/3 punti percentuali del raccolto radicale ?99 stavolta torneranno nelle liste del centrodestra. Che ne ha molto bisogno.

Data: 
Mercoledì, 3 December, 2003
Autore: 
Fonte: 
PANORAMA
Stampa e regime: 
Condividi/salva