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Prima il crocifisso, ora Halloween: ci lascino campare!

Testo: 


Ma davvero, ovunque siano, i nostri cari, i nonni e i padri, gli amici e tutti coloro cui abbiamo voluto bene, si possono sentire offesi perché dei ragazzini mascherati vanno casa per casa a "minacciare": "dolcetto o scherzetto"? Ma davvero, ovunque essi siano, le persone che si sono incamminate prima di noi in quel viaggio senza ritorno, possono dolersi del fatto che noi, qui, si sorrida e si cerchi un momento di svago? Ma davvero, ovunque essi siano, i nostri cari si dovrebbero sentire soddisfatti e appagati nel vederci tristi, immusoniti, tetri: è davvero questo che noi crediamo vogliano da noi?
Eppure parole di fuoco, perché, tuona il cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi, "due feste liturgiche tra le più care al nostro popolo, e alla nostra cultura cristiana, sono state contaminate da un rito consumistico e carnevalesco, di importazione americana, che non ha nulla in comune con le nostre tradizioni". Un rito, quello di Halloween che "costituisce un'offesa all'autentica pietà verso i defunti e un ulteriore segno di cedimento alle invadenti espressioni colonizzatrici della globalizzazione". Per Dio! Ma chi scrive mai i testi dei discorsi di Sua Eminenza? Si potrà dire, credere e pensare che raramente è accaduto di sentire un così straordinario concentrato di stupidaggini? E quando, Sua Eminenza si è scagliato contro altri riti consumistici, che anch'essi, cari "al nostro popolo e alla nostra cultura cristiana" vengono consumati assai di più, e ci si riferisce al Natale e alla Pasqua? E come non pensare e non credere che la ragione di tanto furore non sia da individuare in quelle tre parole: "di importazione americana", e al successivo passaggio, dove una banalissima festa viene bollata come "invadente espressione colonizzatrice della globalizzazione"?
Sua Eminenza non è isolato. Ecco l'anatema di don Marco Malugani, parroco di Castione, in Valtellina. Eccolo, don Marco, nel cuore della messa, pronunciare la "scomunica": "Non mandate i figli a quella festa. Non bisogna offendere i nostri morti con feste che nulla hanno a che vedere con ricorrenze religiose". Don Marco, a quanto pare, non è neppure sfiorato dal sospetto che è da credere che i nostri cari gioirebbero del fatto di vederci lieti, sorridenti, per un attimo fuori dagli affanni della vita quotidiana.
Dalla imposizione del crocifisso alla "scomunica" di Halloween"; e saranno pure "piccole" cose, ma si tratta pur di segni, di "spie", che rivelano assai più di quanto a prima vista non appaia. E sarà un caso se in queste "crociate" si assiste a curiose, ma non meno emblematiche, saldature?
C'è stato un assessore alla pubblica istruzione di Gela, militante del Partito dei Comunisti Italiani di Armando Cossutta e Olivero Di liberto che un giorno ha avuto una bella idea: un milione di compenso a quelle scuole che avessero rinunciato, e anzi, avessero boicottato Halloween. Anche agli occhi di chi, tetragono, non prova imbarazzo a qualificarsi come comunista, è "peccato" che dei ragazzini chiedano pasticcini, dolciumi o spiccioli; e che degli adolescenti ne approfittino per spassarsela un po'.
E perché tanto fastidio? Perché si tratterebbe di una sorta di inquinamento del nostro essere e del nostro spirito, ha detto l'assessore; ci corromperebbe e distoglierebbe da più sane, tradizioni nostrane. Come poi hanno detto Sua Eminenza e don Marco. Tornano così in mente sciovinismi che si credevano morti e sepolti. Per intenderci: quelli che costringevano ad assurde traduzioni di nomi anglosassoni, come capita di trovarne quando si rivedono i film western di John Ford, o si sfogliano i primi albi della Walt Disney: dove per non "corromperci", si finiva con il battezzare Donald Duck in Paolino Paperino, e Mickey Mouse diventava Topolino Michelino. Assisteremo, ora, ad analoghe crociate (e parallelamente, a promesse di "taglie") anche per quel che riguarda Babbo Natale (ovvero Santa Klaus), e l'albero? Con le nostre tradizioni hanno poco a che fare.
Sarà, il nostro, un eccesso di malizia. Ma in queste "denunce", in queste "crociate" si scorgono tutti i segni evidenti di uno spirito anti.americano più o meno latente e più o meno inconscio che, come un fiume carsico, si manifesta poi nelle forme più impensate.
Siamo pieni di feste "straniere" e "laiche" che si mescolano con le "tradizioni" cristiane. Eppure ci si scaglia solo contro Halloween. Non siamo ancora come a Mosca, dove il patriarcato cristiano ortodosso ha definito Halloween un qualcosa "che conduce le persone a giocare e a flirtare con le forze del male".
Ad ogni modo, a mio personale antidoto, per la prima volta ho esibito la famigerata zucca illuminata. "Dolcetto o scherzetto", è la mia parola d'ordine. E soprattutto: ci lascino campare!

Valter Vecellio

Data: 
Lunedì, 3 November, 2003
Autore: 
Fonte: 
L´Opinione
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