You are here

Pannella stronca la candidatura di Della Vedova

Testo: 

La replica: «Ancora più convinto ad andare avanti». La Bonino alla ricerca di un terzo nome
Il leader storico del partito scuote l'assemblea congressuale che aveva fragorosamente applaudito l'eurodeputato

ROMA - Marco Pannella demolisce la candidatura di Benedetto Della Vedova alla segreteria dei Radicali italiani. «Ti parlo con stima e affetto», dice voltandosi a cercare lo sguardo dell'eurodeputato, ma l'impatto delle parole non è meno duro. Pannella bolla come «stupidaggini» le proposte avanzate dall'europarlamentare: essere interlocutori «nella» politica e non «della» politica, entrare stabilmente nelle istituzioni, l'idea di una «diversità radicale». «In questa relazione - spiega - non trovo nulla della nostra storia, è intollerabilmente sconnessa dagli ultimi 15 anni di vita del partito». Per non lasciare spazio a dubbi, scandisce: «Mai voterò una simile mozione e men che meno voterò un compagno che dovrà cercare mezzi e alleanze con questa debolezza di disegno e di analisi politica».
Parole come stilettate, rivolte a Della Vedova ma anche all'assemblea congressuale, rea di aver applaudito fragorosamente l'intervento dell'eurodeputato. Ce n'è anche per il «delfino» Daniele Capezzone. Pannella non vuole sentir parlare di intergruppi parlamentari per rilanciare l'azione del partito, come proposto dal segretario uscente: «Bisogna tentare di costituire gruppi radicali alla Camera e al Senato - dice -. È sufficiente che cinque o dieci parlamentari comincino a dare l'esempio, noi sapremo fare tesoro delle loro scelte».
Benedetto Della Vedova sembra reggere l'urto e dice che andrà avanti, «a maggior ragione dopo l'intervento di Marco». Emma Bonino, che condivide le critiche sulla fragilità di alcune proposte, ritiene possibile che l'eurodeputato decida di limare la mozione, «che altrimenti resterebbe debole». Di certo, le parole del leader radicale graveranno sulla sorte dei pretendenti alla poltrona di segretario, che sono due o forse tre. Alla corsa potrebbe infatti aggiungersi Marco Cappato. È Emma Bonino a chiedergli di scendere in campo, ma lui non scioglie la riserva: «Prima bisogna decidere la linea politica - dice - poi si potrà scegliere la persona più adatta per portarla avanti». L'intenzione sembra quella di voler ricomporre le diverse linee di pensiero per evitare divisioni ormai evidenti, spiega Sergio Stanzani, e che certo non fanno bene al partito in vista delle prossime elezioni Europee. Un appuntamento per cui i Radicali devono invece prepararsi al meglio, sottolinea Emma Bonino. Nel suo atteso intervento, l'ex commissaria a Bruxelles non dà una risposta chiara a quanti chiedono un suo impegno in prima linea, ma dalle parole emergono passione e piglio da leader. Ma c'è anche la disillusione verso un dibattito politico che appare sterile. Secondo Bonino mancheranno i veri temi europei e tutto si risolverà «in un referendum pro o contro Berlusconi e Prodi». Proprio al premier si rivolge con tono provocatorio, interrogandolo sui progetti di riforma del governo e chiedendogli conto dei risultati ottenuti «con una maggioranza blindata, senza opposizione». Il bilancio è negativo. Emma Bonino respinge poi l'idea che il partito si sia rifugiato sull'Aventino: se i Radicali sono «fuori dalla porta», spiega, non è per scelta né per volontà, ma perché «abbiamo perso le elezioni del 2001». L'ex commissaria ammette gli errori ma rivendica anche la fatica, il dolore e l'isolamento di quella battaglia politica. E la platea la ringrazia con una standing ovation . Livia Michilli

Data: 
Domenica, 2 November, 2003
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
Condividi/salva