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Cav., prenda il treno per Lione

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Prodi non aiuta il Corridoio 5. Tocca a Berlusconi smuovere Chirac

Il Corridoio 5, la linea ad alta velocità Lione-Torino che dovrebbe allacciarsi con quella che da Torino va a Trieste e in Europa orientale, fino alla Russia, è ripiombato nell'incertezza.
Quest'opera era stata inclusa nei progetti che la Commissione ha considerato degni di attuazione, nel quadro dei piani di rilancio dell'economia europea, mediante la politica di investimenti in infrastrutture, secondo la proposta Tremonti. Si tratta di un'opera d'importanza vitale per l'Italia, ma che è in concorrenza con altre linee franco-tedesche verso le stesse aree geografiche.
Il presidente dalla Commissione Romano Prodi, a quanto pare, ha preparato una "short list" (lista breve) di progetti immediatamente finanziabili, fra i quali non c'è l'alta velocità italo-francese. Il commissario ai Trasporti Loyola De Palacio si barcamena: i progetti sono sullo stesso piano, ma poiché le risorse sono limitate, si vareranno solo quelli quasi pronti sollecitati dai rispettivi governi.
Il ministro Lunardi rassicura: "Il 4 dicembre il Consiglio dei ministri dell'Ue approverà, in linea definitiva, tutte le 17 opere strategiche già previste dalla Commissione Van Miert, tra le quali c'è il Corridoio 5".
In effetti, alla Lione-Torino manca ancora un chiaro assenso del governo francese, ma non risulta che questo progetto sia meno pronto di altri. La parte italiana è interamente disegnata e la discussione con i francesi, iniziata da anni, è già molto avanti. La tesi per cui la Commissione non ritiene di dover indicare alcuna priorità fra i progetti e si rimette agli Stati membri implicherebbe che essa non ha o non vuole avere nessuna strategia per il sistema di trasporti dell'Europa. In realtà la lista breve circola. Per ora gli eurocrati di Bruxelles hanno accolto il disegno strategico che punta sul Nord, caro a Schroeder e Chirac. A quanto sembra, il fatto che il presidente della Commissione sia italiano non implica, per l'Italia, un vantaggio, ma uno svantaggio.
La De Palacio però ha voluto far capire che l'elenco non è completo e che, se gli preme la Lione-Torino, il governo italiano deve farsi carico d'ottenere l'assenso francese. Tocca a Berlusconi cercare di prendere il treno per Lione, anzi per Parigi.

Data: 
Sabato, 25 October, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL FOGLIO
Stampa e regime: 
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