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Professioni, Monti prepara una stretta.

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A ottobre gli ordini convocati negli uffici Antitrust a Bruxelles, possibile avvio di procedure

BRUXELLES ? Una convocazione a fine ottobre negli uffici dell'antitrust di Bruxelles. Poi, se le restrizioni imposte dagli ordini professionali presteranno il fianco alle accuse, a dicembre le «misure» esecutive dell'Europa.
Per sciogliere lacci che bloccano la concorrenza fra avvocati, notai, farmacisti, architetti o ingegneri, Mario Monti prepara la sua campagna d'inverno. Quando rientrerà a Bruxelles fra qualche giorno, il responsabile dell'antitrust dell'Ue troverà sul tavolo un nuovo dossier.
Sono le 150 risposte a un questionario spedito nell'estate a consumatori e professionisti con domande del tipo: «In che misura ritiene che le tariffe fisse minime, le restrizioni territoriali all'attività, le disposizioni sull'accesso alla professione la danneggino?».
Oppure: «L'interesse pubblico potrebbe essere conseguito con misure meno restrittive?». Non sorprende che gran parte delle risposte siano piovute da Italia e Germania. Sono loro i due che, in uno rapporto dell'Istituto di studi avanzati di Vienna già anticipato dal Corriere, mettono a nudo i maggiori vìncoli nelle professioni liberali. Al plotone dei «rigidi» appartengono anche Austria e Lussemburgo, con la Francia a ruota. L'Italia, in particolare, batte tutti nell' «indice di regolamentazione» degli architetti. All'opposto, Gran Bretagna, Olanda, Manda e gli scandinavi presentano le aperture di mercato più avanzate.
Vero che spesso gli ordini giustificano i vincoli con l'obbligo di offrire garanzie al pubblico. Ma osserva Amelia Tor-res, portavoce di Monti: «Il rapporto di Vienna mostra che la qualità dei servizi non è inferiore dove si è liberalizzato e il fatturato aumenta, perché ci sono più partecipanti al mercato». Adesso però per Monti è il momento di provare a stringere su un'istruttoria svoltasi fin qui informalmente e a passi felpati. A ottobre è prevista l'audizione delle parti a Bruxelles. Infine, anticipa Amelia Torres, «a dicembre il commissario dovrebbe decidere se si possono prendere misure nei confronti di certe restrizioni nelle professioni liberali». Per ora «è prematuro» anticipare se ci sarà un'«azione» e quali Paesi e corporazioni rischino di più, precisa la portavoce. Ma le armi di Bruxelles sono sotto gli occhi di tutti: le regole antitrust del Trattato, in base all'articolo 81, che proibiscono accordi anticoncorrenziali fra imprese. Sia attraverso prezzi concordati (cartelli) o complicando ai potenziali sfidanti l'accesso al mercato. Una sentenza della Corte di giustizia dell'Ue del 19 febbraio 2002 stabilisce un precedente: un ordine «dev'essere considerato un'associazione d'imprese sottomesse al diritto comunitario».
Dunque anche ai poteri antitrust. Una seconda decisione dei magistrati dell'Ue quello stesso giorno mette anche altri paletti. Le professioni hanno diritto di indicare listini di onorari fissi, sancisce la Corte. Ma solo se questi sono approvati dallo Stato. Per le corporazioni nelle quali non è così o che creano altri vincoli, il duello con Bruxelles sta per iniziare.

Federico Fubini

Data: 
Giovedì, 21 August, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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