You are here

Pressing dei radicali su Berlusconi: "Lascia la Lega"

Testo: 

Daniele Capezzone invita il premier a "cambiare rotta". E dice: "Risponda alle nostre e-mail, telefonate e fax e abbandoni la politica gutturale dei Cé e Calderoli". "L'Ulivo fa solo schulzate".

di Simone Navarra

ROMA - "Noi non aspettiamo che Berlusconi ci chiami. E' da tempo che lo sommergiamo di e-mail, telefonate, fax e inviti affinchè cambi rotta, ritorni alle origini e lasci stare la politica gutturale della Lega nord e scelga la nostra linea". Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, usa il linguaggio forte del leader storico Marco Pannella per cercare uno spiraglio nel dibattito odierno. "Siamo sommersi dalle sciocchezze, come politici e come cittadini. L'Ulivo strilla per farsi sentire e qualche risultato potrebbe pure raccoglierlo anche se poi la sua alternativa dovrà fare sempre i conti con Rifondazione comunista e la sinistra più orribile".
L'ultimo libro di Capezzone "Stati Uniti d'Europa e d'America. Verso l'Organizzazione Mondiale della Democrazia: abbattere in tutto il mondo gli ostacoli al diritto individuale alla libertà e alla democrazia" è l'esempio di quel credere nel progresso per cui si batte il partito radicale. Dalla ricerca sulle cellule staminali a quella per l'eutanasia nei casi di "vita non vita", sempre per un rispetto dell'individuo, "delle sue aspirazioni e sogni". Ben lontano, quindi, da ideologie massimaliste e "religioni spietate".

Voi non siete presenti in Parlamento. Su quali basi vi ponete come alternativa?
Sulle basi della ragionevolezza, della progettualità. Alle europee del '99 abbiamo raccolto il 16 per cento dei consensi grazie a un lavoro porta a porta d'incredibile valore. E i risultati si sono visti.

E siccome le prossime elezioni sono proprio per il parlamento europeo...
Non solo per questo. Di fatto questa legislatura è conclusa. Tutti se ne sono accorti o se ne stanno accorgendo. Dopo il semestre di presidenza Ue si entrerà in una lunga campagna elettorale pari a quella che ha accompagnato la fine del governo D'Alema e tutto quello D'Amato. Il passaggio successivo sarà la creazione di un nuovo programma, di una nuova proposta per gli italiani. E noi su quella vogliamo incidere.

Molti si chiedono perché il vostro interlocutore rimanga il centrodestra, malgrado la continua querelle che si trascina dal mancato accordo degli anni scorsi.
Nel centrosinistra l'unica cosa che unisce è l'odio per Berlusconi e un massimalismo che non ci rappresenta. In un'ottica di maggioritario, al quale crediamo, la nostra opzione è sempre per quel soggetto dal quale le differenze sono poche. In ogni caso vanno aperte le finestre, cambiata l'aria, perché così non si respira. Se l'Ulivo continua a fare schulzate, a fare il verso a chi offende l'Italia non ci possiamo certo parlare. Se invece si abbandona la linea Schulz...

Fino a non molto tempo fa i radicali sapevano intercettare gli umori della gente. Oggi sembra che questo ruolo ce l'abbiano i girotondini o il movimento no global...
La fermo subito. Nella società della comunicazione, il silenzio al quale ci hanno ridotto i media , i nostri messaggi rimangono inascoltati. Quando i telegiornali parlano per tre giorni di una manifestazione è facile che al quarto giorno ci siano mille persone in più. La cosa certo però è che i girotondini, come i no global, non rappresentano la maggioranza. E gli ultimi referendum falliti ne sono una dimostrazione. Mentre battaglie come l'aborto o il divorzio, così come quella per la moratoria contro la pena di morte raccolgono un consenso senza pari.

Uno degli handicap che in questo momento avete è anche l'impegno di Emma Bonino in Egitto, a favore dell'emancipazione femminile.
Lei non è lontana. E' molto vicina. Fa sempre parte della nostra proposta. Ed è pronta a tornare in campo quando qualcuno si degnerà di rispondere alla nostra sfida per cambiare in meglio questo paese.

Data: 
Sabato, 12 July, 2003
Autore: 
Fonte: 
WWW.ILNUOVO.IT
Stampa e regime: 
Condividi/salva