You are here

"Tirate fuori gli ultimi segreti su Giorgiana Masi"

Data: 
Venerdì, 2 May, 2003
Testo: 

Bielli dei Ds e Russo Spena di Rifondazione firmano una interrogazione parlamentare per sapere se negli archivi del Viminale esistano documenti sul caso della giovane radicale uccisa durante una manifestazione.

ROMA - Il dodici maggio saranno passati 26 anni. Eppure, nonostante il tempo, il caso di Giorgiana Masi continua a tenere banco. Colpa delle ultime polemiche legate alla trasmissione Report di Raitre e alle dichiarazioni dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga che aveva ammesso in pratica come non tutto fosse stato chiarito sulla fine della giovane studentessa, ferita a morte (si è sempre detto da parte della polizia) nel corso di una manifestazione di piazza organizzata dal Partito Radicale. Perché nessun colpevole è stato scoperto dalla magistratura e quello sparo è rimasto nel buio. Tanto che lo stesso leader Marco Pannella ha detto poi: "I dubbi di Cossiga su Giorgiana sono una verità storica negata".
Ultima puntata della questione è il ritorno di nuovo in Parlamento. Due parlamentari di sinistra (Valter Bielli dei Ds e Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista) hanno chiesto all'attuale ministro dell'Interno se negli archivi del Viminale o dei servizi segreti esistano documenti che aiutino a far luce sulla morte di Giorgiana. E' scritto nell'interrogazione di Bielli e Russo Spena: "Il senatore Cossiga era all'epoca dei fatti Ministro dell'interno, e autorità nazionale per l'ordine pubblico, ed è da ritenere che parli per conoscenza diretta dei fatti; sulla morte di Giorgiana Masi non è mai stata accertata la verità, e l'unico procedimento all'epoca aperto si concluse in istruttoria, per essere rimasti ignoti i responsabili del reato (?) in precedenti dichiarazioni, il senatore Cossiga aveva detto che sul caso dell'omicidio della Masi non vi erano misteri di sorta, sebbene non si fosse individuato il responsabile".
Dopo queste considerazioni ce ne sono altre, ricordate nell'interrogazione, come le affermazioni di esponenti del radicali, in primo luogo Pannella, che avanzarono allora l'ipotesi che l'omicidio della giovane manifestante rientrasse in una "ben precisa strategia tendente ad esasperare il clima di quel periodo con il fine preciso di provocare una reazione e portare successivamente a una limitazione generalizzata delle libertà democratiche e costituzionali". Ecco allora che i due parlamentari si sono rivolti al ministro per chiedergli: "Se è a conoscenza dell'esistenza di fascicoli o documenti che possano avere rilevanza giudiziaria; se esistono fascicoli o documenti non inoltrati all'autorità giudiziaria; se commissioni o ispezioni disciplinari amministrative abbiano individuato agenti delle forze dell'ordine che contravvenendo alle disposizioni fecero uso delle armi; se negli archivi del Servizio segreto civile Sisde o se negli archivi che hanno ereditato i fascicoli dell'ex ispettorato antiterrorismo, esistano notizie di interesse riguardanti l'omicidio di Giorgiana Masi".
Difficile dire cosa sia mai possibile accertare a così tanti anni di distanza. E chissà se negli archivi sono davvero conservati documenti utili. A meno che qualcuno che sa voglia parlare. L'unica cosa buona, in questa vicenda - forse - è che l'intervista di Cossiga e le iniziativa che sono seguite dimostra che la vicenda di Giorgiana Masi non è finita nel dimenticatoio. Ed in un paese dove si dimentica facilmente, è già un risultato di rilievo.

Autore: 
Fonte: 
WWW.ILNUOVO.IT
Stampa e regime: 
Condividi/salva