You are here

I Ds oltre il guado più vicini alla Margherita

Testo: 

di STEFANO FOLLI

Circospetto e prudente, ma nonostante tutto determinato, Piero Fassino è andato oltre il guado. Ha ancora i piedi bagnati e per lui il rischio di scivolare è tutt'altro che superato; tuttavia si è preso i suoi rischi e con qualche successo. E' la prima volta che il vertice dei Democratici di Sinistra sceglie una posizione sul referendum di Bertinotti. Lo definisce «dannoso per i lavoratori, per le imprese e per il Paese». E fa capire che non bisogna andare a votarlo. Di fatto si apre la via all'astensione, ma all'interno di un giudizio molto negativo sul merito dell'iniziativa referendaria. Un'astensione che assomiglia da vicino a un «no». E se non diventa un «no» esplicito è soprattutto perché l'obiettivo dei Ds consiste nel far fallire il quorum del 50 per cento (ben sapendo che il quorum raggiunto equivarrebbe di fatto alla vittoria del «sì» e di Bertinotti).
Così la «non belligeranza» della Quercia diventa qualcosa di diverso e di più simile a un impegno chiaro contro il referendum sull'articolo 18. C'è ancora molta cautela, un profilo basso e la speranza di non frantumare il partito. Ma c'è anche, per la prima volta, un segnale all'opinione pubblica. Oltre che un doppio messaggio politico.
Il segnale riguarda la valutazione severa sul quesito e le sue finalità. Per cui gli italiani interessati a conoscere il parere del maggiore partito della sinistra da ieri hanno le idee un po' più chiare.
La Quercia non si nasconde dietro la libertà di voto e anzi lascia intravedere, tra il sì e il no, la «terza via» dell'astensione (con ciò attirandosi non solo le critiche di Bertinotti, ma anche dei radicali di Pannella).
E' una posizione discutibile, ma è una posizione. Il problema è capire se sarà mantenuta nelle prossime settimane, quando il clima si farà incandescente. Per adesso Fassino, o meglio un suo diretto collaboratore, non ha esitato a entrare in polemica con un esponente della Cgil (il segretario confederale Patta), per rammentargli che questo referendum «è inutile e non va sostenuto per il solo fatto che c'è». E anche questo è un elemento da non trascurare. Tra i Ds e la Cgil si approfondisce un varco. Tra l'astensione della Quercia e il «sì» sofferto del sindacato c'è una frattura che in futuro potrà anche ricomporsi, ma più facilmente è destinata ad allargarsi su altri temi.
Perciò è questo il primo messaggio politico che viene dal vertice diessino. Riguarda il rapporto con il sindacato e la definizione di una linea «riformista». Logico che la minoranza interna sia inquieta, da Berlinguer a Salvi. Ma altrettanto logico che la linea di Fassino guardi soprattutto a Cofferati. E' lui il vero interlocutore, il filo che si cerca di non spezzare. La speranza è che l'ex sindacalista si muova nel medesimo solco, sia pure in modo speculare: così da contribuire per la sua parte a svuotare il referendum. Una speranza, appunto. Tutta da verificare, ma sufficiente a spiegare la scommessa della Quercia. O almeno del suo vertice. Vedremo.
L'altro messaggio riguarda il rapporto con la Margherita. Di fatto da ieri i Ds e i rutelliani sono più vicini. Gli uni sostengono gli altri. Sul referendum dicono quasi la stessa cosa e ormai quasi negli stessi termini. Così si tenta di alimentare l'ipotetico nucleo forte dell'Ulivo moderato, desideroso di rifarsi al modello Blair (ma la strada è lunga).
Se non è proprio un asse, certo è un'alleanza fondata su esigenze comuni. Sulla convinzione che il referendum è un passaggio cruciale per il centrosinistra. Se vince il «sì», un intero gruppo dirigente moderato ne sarà travolto. E si dovrà cominciare dall'anno zero.
La sintonia Ds-Margherita non è la linea univoca dell'Ulivo auspicata da Enrico Letta. C'è una sinistra ulivista che si muove in senso opposto. Ma il nucleo ulivista sembra intenzionato a giocare le sue carte per non essere spazzato via. Resta da vedere se la linea dell'astensione e del boicottaggio sia la più idonea a conseguire l'obiettivo.

Data: 
Mercoledì, 30 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
Condividi/salva