You are here

Tondo: : "Sto considerando se candidarmi da solo"

Testo: 

Il governatore uscente del Friuli (Fi), non riconfermato dal Polo come candidato per le prossime regionali, si sfoga: "La Cdl qui è destinata a perdere, colpa del ricatto di Bossi". E Pannella lo corteggia.

ROMA - Livore personale per essere stato accantonato ingenerosamente? O lucida analisi della situazione politica sul campo? Sarà forse il tempo a dare una risposta definitiva a questo dilemma. Nel frattempo Renzo Tondo profetizza disastri elettorali per la Casa delle libertà nel suo Friuli-Venezia Giulia. Lui che della regione era fino a pochi giorni fa il governatore; lui che s'è visto preferire dai vertici della coalizione la sua vice leghista Alessandra Guerra come candidato per la prossima legislatura regionale; lui che da quel giorno non ha aperto bocca; ora parla e spara a zero sulle scelte fatte da Silvio Berlusconi e Bossi.
E lo fa, non a caso, dai microfoni di Radio Radicale. Non a caso perché in queste ore il partito di Marco Pannella sta accarezzando l'ipotesi di appoggiare Tondo qualora questi decidesse di organizzare una propria lista dissidente, da contrapporre a quella che esibirà le insegne ufficiale del centrodetra.
"Il Friuli-Venezia Giulia sarà consegnato al Centrosinistra, perché Alessandra Guerra perderà senz'altro - dichiara dunque lapidario l'ormai ex Presidente del Friuli - Forza Italia nazionale sta pagando un prezzo eccessivo alla Lega Nord, e questa è una scelta che non è compresa dalla comunità regionale".
Per Tondo comunque le dinamiche politiche che hanno portato ad una scelta che lui considera esiziale sono fin troppo chiare. E non si fa scrupolo di delinearle esplicitamente. ''Si è realizzato un vero e proprio ricatto da parte di Bossi - ha detto il governatore dimissionario del Friuli-Venezia Giulia - Ed è offensivo il fatto che una Regione che ha un forte senso di autonomia venga sacrificata dalle scelte romane".
Insomma l'accusa di aver sacrificato il miglior candidato sul territorio ad una logica di do ut des verticistica resta il fulcro delle argomentazioni di Tondo. Il quale al momento non esclude a priori la possibilità di scendere in campo come terzo incomodo. ''Nei prossimi giorni, per quanto mi riguarda - spiega - prenderò una decisione sul da farsi. Tanti amici mi spingono a candidarmi. Quanto hanno detto Pannella e i radicali mi pare serio: nei prossimi giorni ne ragioneremo''.
E qui prossimi giorni sono in realtà già domani. Se è vero che proprio venerdì 14 marzo è previsto un incontro fra tutti i dissidenti friulani di forza Italia in quel di Udine. Un incontro al quale dovrebbero partecipare anche due deputati azzurri che non condividono affatto il siluramento di Tondo a vantaggio della guerra: Vanni Lenna e Ferruccio Saro.
E a tal proposito è proprio lo stesso Saro, coordinatore provinciale dimissionario di Udine di Forza Italia, è stato particolarmente critico nelle ultime ore verso chi minaccia di espellerlo dal partito se parteciperà a questo incontro di domani. Ha parlato infatti di Forza Italia come "forza dell'arroganza e del divieto di espressione, piuttosto che forza della libertà, del diritto di espressione di tutte le opinioni e di tutte le culture". Fino a paragonare un tale divieto a riunirsi con "quelli che albergavano solo nei Paesi ex comunisti, come la Romania di Ceausescu''.
Tornando a Tondo, lui seguita a distillare amarezza e sconcerto. E chiosa con una considerazione non peregrina. "Tra l'altro - dice - il Polo è riuscito nel capolavoro di nascondere le contraddizioni del Centrosinistra e di Illy, che è pronto a fare l'accordo con Rifondazione''.

(da www.ilnuovo.it ORE 17:19)

Data: 
Giovedì, 13 March, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL NUOVO
Stampa e regime: 
Condividi/salva