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«Se perdo alle amministrative non mi dimetto»

Testo: 

Il presidente del Consiglio, dopo il terremoto tra gli azzurri della regione, presenta con Fini, Bossi e Follini l'avversaria di Illy . E il sindaco leghista di Udine lascia
Berlusconi: «Non farò come D'Alema». E sulla candidata friulana dice: «E' l'unica Guerra che ci piace»

dal nostro inviato FABRIZIO RIZZI
UDINE - «L'unica guerra che ci piace è la qui presente Alessandra». Parola di Berlusconi, ma non è con una battuta, di carattere lessicale, incalzata da Fini, che vuole liquidare il caso Friuli. Di guerra, quella all'Iraq, ne parlerà oggi a Roma. Lancia un appello all'unità nel partito, di fronte allo stato maggiore della Casa delle libertà (Fini, Bossi, Follini) ed invita Renzo Tondo, dimissionario per protesta contro la mancata ricandidatura, «a venire a Roma a dare una mano, facendo parte della compagine di governo». Tondo non c'era in platea, ma a stretto giro di posta, fa arrivare un tiepido no: «Se vogliono vincere, sono sempre disponibile..». E la bufera non accenna a placarsi: ieri si è dimesso anche il sindaco, Sergio Cecotti, leghista, in polemica con il nuovo commissario di Fi, Roberto Rosso (le dimissioni sono state congelate fino a oggi). C'è chi dice che il fronte dei ribelli (Tondo, Cecotti) sia pronto a dar vita a un nuovo partito autonomista in vista delle amministrative di giugno. Assieme ad altri candidati, si sono fatti avanti Sgarbi (Bellitalia) e Marco Pannella.
Si profila per la Cdl un caso Verona? Berlusconi e Bossi non ci credono. «Le situazioni non sono comparabili» dice il Cavaliere. Ed il Senatur ribatte, citando Mao Tse Tung: «Marciare divisi, per colpire compatti». Ma è corretto, più tardi, da Marco Follini, Udc: «Sì Umberto, purchè non ci si debba fermare al punto in cui dice "Grande è la confusione sotto il cielo"». E se Alessandra Guerra fosse sconfitta? Berlusconi è sicuro: «Non farò come D'Alema». Il Cavaliere specifica: «Io non parteciperò a 110 manifestazioni approfittando di essere presidente del Consiglio, tanto è vero ce oggi sono venuto qui con il mio aereo e non con l'aereo di Stato». C'è differenza, aggiunge, «tra lo status di primo ministro di Silvio Berlusconi e lo status di primo ministro di Massimo D'Alema che, con una manovra di palazzo, ha tolto di mezzo il leader che era stato eletto legittimamente dai cittadini».
Ma l'arrivo a Udine, ha avuto un colpo di scena. Volantini di frange terroristiche, con la stella a cinque punte, firmati «NTA» (Nuclei territoriali anti-imperialisti), sono stati scoperti, alle 18,30, poco dopo il passaggio di Berlusconi sulla strada dell'aeroporto. Erano nascosti in cabine telefoniche di viale Venezia e di piazzale Cella, non sembra che facessero riferimento alla visita del premier, ma alla morte del brigatista Mario Galesi. Sul piano politico, invece, l'arrivo dei leader della Cdl, tra gli affreschi del Castello, ricompatta il fronte Cdl. «Scontri e incontri sono fisiologici» esordisce Berlusconi il quale invita tutti a mettere da parte «contrapposizioni», dettate da «motivi personali». Ed ha spiegato: «Le polemiche che attraversano la Cdl sono come quelle che avvengono nelle famiglie, tra mogli e figli, poi però ci si ritrova sempre». Tutto si ricompone, ma, ha ricordato, «bisogna capire che 20 milioni di italiani hanno votato un signore che ora è servo di tutti, ma è anche il leader di una coalizione. Forza Italia è un partito presidenzialista, al momento non è necessario un cambiamento di rotta». Le dimissioni di Roberto Antonione non cambiano niente. «Non sarò certo io il coordinatore» ma ha auspicato che tutto si possa «superare in fretta». Perchè «in una coalizione fatta di diverse forze, solo la Lega non aveva la presidenza di una giunta regionale ed è parso a tutti noi giusto accettare la richiesta accorata di Bossi». Fini ha ricordato Tondo che «ha pagato un costo alto e immeritato» pur avendo bene operato. Bossi invece ha sostenuto che il caso Guerra «non è chissà quale segreto». Si tratta di dare il giusto peso alla Lega e basta.

Data: 
Martedì, 11 March, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL MESSAGGERO
Stampa e regime: 
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