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In Friuli la "Guerra" frantuma la Cdl

Testo: 

di Ruggiero Capone

Crisi per la Casa delle libertà del Friuli, è arrivata con le dimissioni del presidente della Regione, l'azzurro Renzo Tondo. A ruota quelle dei vertici regionali di Forza Italia: insieme a Tondo hanno sbattuto la porta il coordinatore regionale Ettore Romoli ed il coordinatore provinciale di Udine, Ferruccio Saro. Tutto è cominciato con le insistenze di Scajola: avrebbe voluto candidare la Guerra (pupilla di Bossi) cosa che verrà ufficializzata lunedì prossimo, quando Berlusconi, Bossi, Fini e Follini s'incontreranno al convegno ad Udine. I precedenti: Tondo era il candidato che Forza Italia aveva indicato per la riconferma a presidente della Regione alle prossime amministrative.
La Lega gli aveva opposto Alessandra Guerra. Scintilla per una battaglia con riflessi a livello nazionale. Bossi fu subito deciso a difendere la Guerra, e gli azzurri friulani si dichiararono "disposti a tutto" pur di veder confermato Tondo. Dopo il colloquio fra Berlusconi e la Guerra, era spuntata una terza via: scegliere terzo un candidato, non riconducibile direttamente ai partiti e voluto dall'intero centrodestra. La scelta cadde sul presidente della Camera di commercio di Udine: uomo del mondo imprenditoriale ma non competitivo rispetto all'industriale di sinistra Riccardo Illy. E ieri il coordinatore di Fi Antonione (strenuo difensore di Tondo) ha avuto invano perorato la cosa presso Berlusconi.

capone@opinione.it

Data: 
Venerdì, 7 March, 2003
Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
Stampa e regime: 
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