You are here

Distribuì marijuana, Pannella in libertà vigilata «No, io chiedo il carcere»

Testo: 

ROMA - «Lei detiene armi?», gli chiede - come da regolamento - il poliziotto inviato dalla questura per la notifica. «Io armi? Non direi. O forse sì, ora che ci penso, la coltelleria da cucina...», risponde Marco Pannella, tornato in gran forma dopo lo sciopero della sete dell'anno scorso e naturalmente a suo agio davanti a un bosco di telecamere, conscio del fatto che anche stavolta sarà uno show. Via di Torre Argentina 76, ieri mattina, sede del Partito Radicale. Il tribunale l'ha condannato a 4 mesi di carcere, poi trasformati in 8 mesi di libertà vigilata, per il reato di cessione gratuita di sostanze stupefacenti. I fatti risalgono al '95. Sentenza passata in giudicato. Con la notifica, ieri, è diventata esecutiva. Ora gli verrà ritirato il passaporto. Dovrà presentarsi a firmare in questura una volta ogni 15 giorni. Non potrà allontanarsi dal Comune di Roma se non dietro autorizzazione del magistrato. Non avrà più di sette giorni al mese per il suo lavoro di europarlamentare a Bruxelles e a Strasburgo. Non potrà guidare nemmeno l'automobile («Tanto la patente non ce l'ho»). Se violerà uno solo di questi obblighi, scatterà automatica la pena detentiva, i 4 mesi di carcere.
Ma alla quarta sigaretta senza filtro, il leader radicale, 73 anni e quattro by-pass, seduto accanto a Luciano De Crescenzo, suo grande amico e sostenitore, lancia la sfida. «Io questi obblighi li violerò di sicuro - annuncia Pannella -. Voglio che scatti il carcere, voglio andare in mezzo agli altri detenuti che sono in galera per droga, voglio andare in mezzo alla gente che si suicida in quegli ambienti disumani. Un ragazzo si è ucciso giusto pochi giorni fa a Cagliari: sarebbe uscito a marzo».
Nel '95, al mercato di Porta Portese, durante una raccolta di firme per la liberalizzazione delle droghe leggere, lui salì su un banchetto e cominciò a distribuire alla folla bustine di hascisc e marijuana. Venne arrestato in flagrante, poi liberato. «Ma altre volte, per lo stesso reato, sono stato assolto, prosciolto, neanche preso in considerazione - chiosa Pannella -. È una legge manifestamente irragionevole: perché la Corte Costituzionale non interviene?». La pubblica distribuzione di hashish, comunque, proseguirà. Rita Bernardini, presidente del partito, nei prossimi giorni sarà a Matera. Pannella, intanto, pensa anche a Bagdad. Alla campagna «Iraq libero» lanciata nei giorni scorsi sul sito Internet dei radicali, hanno già aderito oltre 1500 persone di 43 Paesi. Tra i firmatari: Vasco Rossi e Sergio Zavoli.

Fabrizio Caccia

Data: 
Lunedì, 27 January, 2003
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
Condividi/salva