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Ciampi: consensi bipartisan, critici radicali e Prc

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Consensi al messaggio del presidente da Udc, Forza Italia, An, Ds e Margherita. Radicali e Prc contrari. Dopo le critiche del capogruppo della Lega alla Camera Cè, Bossi seda ogni polemica: "Discorso molto positivo".

ROMA - Il discorso di fine anno del presidente Ciampi raccoglie ampi consensi da entrambi gli schieramenti. Ma anche qualche critica, dai Radicali e Rifondazione Comunista e anche da un importante esponente della Lega Nord.
La Casa delle libertà.A sedare però la possibile polemica per le critiche a Ciampi espresse da Alessandro Cè (capogruppo della Lega alla Camera) è arrivato però subito il commento del leader del partito Umberto Bossi:"E' stato un discorso molto positivo. Mi è piaciuto in particolare il richiamo che ha fatto alla famiglia va a finire che gli diamo la tessera di leghista ad honorem. E' stato un discorso positivo anche per quel che riguarda il tema del federalismo. Tra noi non ci sono mai polemiche e credo anche di essergli simpatico". "Ci sembra esasperante e anche un po' provocatorio questo continuo richiamo del presidente Ciampi all'unità d'Italia" aveva detto invece poco prima appunto Alessandro Cè.

Ampi consensi dai centristi della maggioranza, An e Forza Italia. "Il messaggio del presidente della Repubblica esprime bene lo stato d'animo e le aspettative di tutto il Paese - commenta il segretario dell'Udc Marco Follini - C'è nelle sue parole il senso comune di un'Italia che vuole essere unita attorno alle sue istituzioni"."Vedo con grande conforto che il presidente della Repubblica usa le stesse parole del presidente del Consiglio e che tra loro c'è piena sintonia a favore di una linea fortemente europeista" aggiunge il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione. "L'Italia - sottolinea Buttiglione - ha bisogno di un presidente della Repubblica di garanzia e Ciampi ha mostrato come questo ruolo debba essere esercitato: senza di lui non sappiamo dove lo scontro tra maggioranza e opposizione avrebbe potuto far precipitare il paese".
Insiste sulla concordia tra premier e Capo dello Stato anche il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi. "Dopo i due discorsi, ieri quello di Berlusconi, oggi quello di Ciampi, si conferma la grande sintonia tra queste due figure, due solide, rassicuranti e lungimiranti guide morali e politiche del nostro Paese. Entrambi esprimono quel sentimento positivo di fiducia nella possibilità di una crescita economica e civile del nostro Paese nella concordia sociale e nella comune adesione ai principi fondamentali della nostra nazione". "Condividiamo totalmente il messaggio di Carlo Azeglio Ciampi, che si conferma veramente il Presidente di tutti gli italiani": Domenico Nania, presidente dei senatori di An, esprime piena sintonia con le parole di Ciampi. "Patria, unità, Europa - prosegue - come potrebbe la destra non essere d'accordo?".

L'Ulivo."Un'appello forte e alto agli italiani a credere in se stessi mettendo in campo le vere riforme necessarie a evitare il rischio di un declino - commenta il segretario dei Ds Piero Fassino - Un tono e uno stile di ben altra qualità rispetto al discorso propagandistico propinato ieri dal presidente del Consiglio agli italiani". Parole di apprezzamento anche dal presidente dei deputati della Margherita Pierluigi Castagnetti: "Mai come in questo periodo gli italiani sentono il bisogno di poter contare su autorità politiche che siano anche autorità morali. Il presidente Ciampi ancora una volta ha corrisposto a questa aspettativa. Il suo è stato un messaggio saldamente ancorato alla nostra Carta Costituzionale che non può essere tradita o aggirata".

Le critiche.Critiche a Ciampi arrivano invece dai Radicali e da Rifondazione Comunista. "Va con dolore constatato che il presidente Ciampi, situandosi nella scia aperta da Francesco Cossiga, da Oscar Luigi Scalfaro e da lui stesso, abbandona il ruolo di garante super partes per entrare nell'agone politico" sostiene il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone. "Nel suo messaggio il presidente della Repubblica ha snocciolato ed articolato i punti di un vero e proprio programma di governo: se dovessimo giudicare dal merito delle singole proposte, potremmo dire che su alcune siamo in pieno accordo e su altre in pieno disaccordo".

"Caro presidente, non in nostro nome": è questo il secco il commento del segretario del Prc Fausto Bertinotti."Il presidente della Repubblica - aggiunge - ha pronunciato nell'incombere della guerra parole per noi inaccettabili. La Costituzione italiana ripudia la guerra, ma la guerra nordamericana è alle porte, il realismo non può piegare la Costituzione. La nostra Costituzione impone all'Italia il no alla guerra". Anche Armando Cossutta, presidente del Pdci, commentando il discorso di Ciampi, muove "rispettosamente" due critiche: "La prima è che le riforme vanno fatte e vanno fatte con il massimo consenso; ma vanno fatte in Parlamento in un confronto libero e aperto. L'Ulivo farà le sue proposte, il Polo avanzerà le proprie; ma in concreto deve essere ribadito il rifiuto netto a ogni ipotesi di inciucio. La seconda: sulla guerra non bastano più gli appelli o le prediche ed è l'ora di assumere atti precisi e concreti."

Data: 
Mercoledì, 1 January, 2003
Autore: 
Fonte: 
WWW.ILNUOVO.IT
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