You are here

PANNELLA: "E ORA CIAMPI PENSI ALL'USO DELLA GRAZIA "

Testo: 

IL LEADER RADICALE:OSTRUZIONISTA CHI E' CONTRARIO ALLA CLEMENZA
di Giovanna Casadio

"Il voto sull'indulto è un atto dovuto; il tempo regolamentare è scaduto, si deve votare subito. I soliti "benaltristi" come oggi Fini e Bossi, per i quali sempre "ci vuole ben altro" non fanno che ostruzionismo".
Marco Pannella è a Bruxelles; lontano da Roma e da quella condanna a quattro mesi passata in giudicato per la manifestazione radicale in cui ha distribuito marijuana, a Porta Portese.
Il leader "storico" dei radicali va all'attacco sull'indulto ma anche su quel "pacchetto di grazie" che il Quirinale sembrava propenso a concedere e di cui si è persa traccia. Pannella del resto, il suo ultimo soggiorno italiano, a Natale, in virtù del potere di ispezione che la legge gli consente come europarlamentare, l'ha trascorso nel carcere di Pisa, dove è recluso Adriano Sofri. E ribaduisce: "Al presidente della Repubblica, Ciampi dico che i fatti ormai esigono l'uso del suo potere di grazia per sanare ferite dello Stato, della società, della cultura che stanno andando in suppurazione".
Onorevole Pannella, questa volta ci siamo? L'atto di clemenza per fronteggiare il sovraffollamento delle carceri non sarà più una speranza delusa?
"Bah, speriamo? noi lottiamo e ce la faremo come per Consulta e i seggi della Camera. L'indulto è solo un mattone dell'amministrazione della giustizia tutta da ricostruire, ma lo scandalo per cui il mattone-indulto è li, inutilizzato, a costo umano e di legalità costituzionale, deve finire. I radicali Capezzone, Bernardini, D'Elia e tanti altri non hanno smesso un'ora, da prima di Natale e non molleranno un minuto di fare pressione".
E a gennaio riprenderanno lo sciopero della fame, è così?
"A gennaio i radicali ricominceranno lo sciopero della fame per l'indulto. Staremo con il fiato sul collo dei parlamentari sin dalla ripresa del dibattito in aula, per aiutarli a fare il giusto e il dovuto. Non ci sono più alibi".
Sulla carte c'è ormai un'ampia maggioranza bipartisan: Forza Italia, Ds, Margherita, Udc, Pdci, Sdi, Verdi, Udeur, Rifondazione e anche parte di An si dicono d'accordo sull'atto di clemenza. E' una svolta, non crede?
"Sulla carte c'è una maggioranza schiacciante. E intanto noi radicali chiediamo una cosa semplice, semplice: si voti subito sull'indulto, se non passa si va al voto sul cosiddetto indultino, cioè la sospensione condizionata della pena".
Una cosa semplice.
"Si, ma in Italia c'è una politica ufficiale torbida, pericolosa e ademocratica. La ricerca dell'unanimità, del fascio dei consensi, va nella direzione opposta a quella democratica. Le ammucchiate più oscene sono ormai programma, ideale. Al solito, le contraddizioni interne a un partito si rovesciano con l'alibi degli "altri". Mi riferisco in particolare a quella parte di An e alla Lega di Bossi che hanno deciso di puntare sul consenso dell'opinione pubblica che è, forse, contraria al provvedimento".
Il fronte del "no" a provvedimenti "svuotacarceri" sostiene che è in gioco la sicurezza dei cittadini.
"Sicurezza, uffa! Si affidino al governo della società psicanalitica. Vanno avanti per mitizzazioni mancando di convinzioni. Manca una concezione laica del diritto, della politica: tutto diventa "pattizio", "concordatario", è contrattazione tra poteri e sottopoteri. Diritto e democrazia scompaiono. Ma bisogna decidere ovvero scegliere, far prevalere alcuni contro altri".
A cosa si riferisce, onorevole Pannella?
"Le massime autorità dello Stato, gli ideologi e i dignitari dei partiti parlano di riforme che si fanno all'unanimità. Così non si fa nulla".
Torniamo all'indulto. Questa volta si decide.
"Siamo pronti al Satyagraha, lo ripeto. In questa situazione basta mollare un istante e si è risucchiati dalle sabbie mobili di un'attività politico-parlamentare che ignora la moralità del voto, della scelta, in nome di quell'unanimismo che si persegue con le dittature".
I Ds e i Verdi vogliono l'indulto e criticano l'indultino; la Margherita è pro indultino e non per l'indulto: non c'è il rischio dei veti incrociati?
"Alt ai giochi per bloccare tutto. Per questo Capezzone ha chiesto che si voti prima l'indulto e poi, se cade, l'indultino".

Data: 
Domenica, 29 December, 2002
Autore: 
Fonte: 
LA REPUBBLICA
Stampa e regime: 
Condividi/salva