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Nuova battaglia dei radicali, sciopero della fame per l'indulto

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CLEMENZA / Da domenica protestano Capezzone, Bernardini e D'Elia: con noi medici penitenziari e detenuti

ROMA - Nuova battaglia dei radicali in difesa del principio di legalità. Questa volta il vertice del partito (Daniele Capezzone e Rita Bernardini) e il segretario di «Nessuno tocchi Caino» Sergio D'Elia si mobilitano per l'indulto.
Da domenica fanno lo sciopero della fame «per chiedere che sia assicurato un urgente e sicuro binario parlamentare alla discussione e alla votazione delle proposte in materia di indulto, di sospensione condizionale della pena e di liberazione anticipata e condizionale». Da oggi alla loro iniziativa si affianca quella, rivelano gli stessi radicali, dei medici penitenziari a testimoniare l'esigenza di affrontare la questione. Ed è previsto per le prossime ore che i detenuti reclusi in 17 carceri sparsi per l'Italia si uniscano al digiuno di protesta. Con la loro mobilitazione i radicali vogliono sostenere i presidenti dei due rami del Parlamento e i rappresentanti del popolo a «non votare per l'indulto, ma a votare sull'indulto e concludere con un voto il dibattito che oramai dura da anni nel Paese».
A questo proposito Marco Pannella ricorda che da tempo giacciono depositati nei due rami del Parlamento una ventina di disegni di legge sull'indulto». La nostra battaglia, aggiunge, «rientra in quella avviata ai primi di quest'anno in difesa del principio di legalità». A suo giudizio con lo sciopero della fame si vuole svelare «il collotortismo della destra e della sinistra, di quei sacrestani delle ideologie che applaudono il Papa ma non fanno sapere nulla di questa iniziativa». Pannella, però, non partecipa al digiuno perché, dice, «finirebbe con il diventare lo sciopero di Pannella». Meglio stare un passo indietro. Per ora.
La battaglia dei radicali serve anche a scuotere la maggioranza di centrodestra, al cui interno esistono sensibilità diverse sul tema della clemenza. Da un lato Udc e Forza Italia favorevoli all'indulto. Lo stesso premier Silvio Berlusconi aveva auspicato una misura in tal senso, sollecitata anche dal Papa nel corso della sua visita in Parlamento. Sul lato opposto si collocano An e Lega, che per bocca dei loro massimi dirigenti, hanno manifestato più d'una contrarietà a provvedimenti che a loro giudizio potrebbero creare insicurezza nell'opinione pubblica.

R. R.

Data: 
Martedì, 10 December, 2002
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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