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Luca Coscioni, un coraggioso contro il male

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ORVIETO ? Ha accettato di fare la cavia in un «esperimento» di carattere genetico che è il primo al mondo ad essere compiuto su un uomo. Per Luca Coscioni, presidente dei Radicali italiani e ormai simbolo vivente della battaglia a favore della libertà di cura, quella di oggi è una giornata importantissima. All'ospedale San Giovanni Bosco di Torino si sottoporrà al primo controllo a cinque mesi di distanza dal trapianto di cellule staminali.
Un'operazione innovativa che segna il confine più avanzato della medicina genetica e alla quale Coscioni è dovuto ricorrere per tentare di arginare il progressivo avanzamento della sclerosi laterale amiotrofica, malattia degenerativa contro la quale lotta eroicamente da quasi 7 anni. Il trapianto era stato eseguito a Torino nel maggio scorso, ora si tratta di verificare se sia stato efficace o meno. Anche in questa circostanza, Coscioni non ammaina la bandiera dell'impegno politico.
Ecco cio' che pensa della sua malattia e dello stato della ricerca in Italia: «Questa forma di sclerosi colpisce oltre 350mila persone, 5000 italiani, in tutto il mondo. Ogni anno 100mila donne ed uomini muoiono. Impedire per motivi religiosi la ricerca scientifica sugli embrioni soprannumerari e la clonazione terapeutica significa condannare a morte centinaia di milioni di persone colpite da questa, abbastanza rara, e da molte altre, decisamente meno rare, malattie. Infatti la demonizzazione delle nuove frontiere aperte dalle cellule staminali embrionali non consente di verificare quale sia la strada più adeguata per la cura delle diverse patologie: cellule staminali adulte; embrionali da embrioni soprannumerari; cellule staminali ottenute mediante trasferimento nucleare, la cosiddetta via italiana alla clonazione approvata all'unanimità dalla Commissione Dulbecco della quale faceva parte Sirchia e Monsignor Tonini».
C.L.

Data: 
Mercoledì, 16 October, 2002
Autore: 
Fonte: 
LA NAZIONE
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