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LETTERA APERTA A "L'UNITA'" DI DANIELE CAPEZZONE: CHI E' IL FASCISTA?

Testo: 

SINDACATO. CAMPAGNA DE "IL GIORNALE " E DI "RADICALI ITALIANI" PER LA DISDETTA.

Tre settimane fa, Gianni Vattimo mi ha definito "individuo inqualificabile" (avevo osato criticare i girotondi). Ora la campagna de "Il Giornale" e dei radicali viene definita "provocatoria e strumentale". E' possibile sperare in una polemica civile?
Attenzione agli attacchi personali e velenosi come quelli di Cofferati contro Marco Biagi. E' stato anche il metodo adottato in Olanda contro Pim Fortuyn.

Roma, 10 ottobre 2002 - Quello che segue è il testo della lettera aperta che il Segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone ha inviato al Direttore de "L'Unità" Furio Colombo, e che è stata pubblicata stamattina da "Il Giornale":

Caro Direttore,
non più tardi di tre settimane fa, avendo io osato criticare i girotondi, e avendo il Tg1 -può succedere- registrato e trasmesso una mia breve dichiarazione, il professor Vattimo, dalla prima pagina de "L'Unità", con la sobrietà e la pacatezza che ormai lo contraddistinguono, mi ha iscritto nell'albo degli "individui inqualificabili". Per la verità, posso dirmi fortunato. Ad altri, ad un compagno di partito del filosofo del pensiero debole, è andata anche peggio: il Professore ha infatti recentemente caldeggiato, grosso modo, l'espulsione dai DS del senatore Franco Debenedetti, le cui posizioni "liberal" ne hanno fatto, sotto i colpi della matita rossa e blu (o della clava, o del manganello: non saprei dire) di Vattimo, poco più o poco meno di un ascaro.
Ma non basta. Leggo ora che il tuo quotidiano ha scelto di definire "strumentale e provocatoria" l'iniziativa che "Il Giornale" e "Radicali italiani" stanno lanciando in queste ore. Di più: recuperando un metodo proprio a "L'Unità" degli anni '50, si torna a fare un uso spregiativo delle virgolette, mettendo tra virgolette, appunto, l'espressione "battaglia di libertà". Come a dire: quale battaglia di libertà volete che facciano quei fascisti di Belpietro e Capezzone?
Quel che mi pare grave, caro Direttore, è ormai la scelta di una polemica ad hominem, nella quale è sempre più frequente il tentativo di tracciare il confine tra civiltà e barbarie, tra posizioni legittime e posizioni che legittime non sono, non possono essere. Ma se ci si mette su questa strada, davvero assai sdrucciolevole (e penso alle velenose polemiche condotte da Sergio Cofferati nei confronti di Marco Biagi, di cui lo stesso Biagi -come abbiamo scoperto post mortem dai suoi stessi scritti- ebbe a dolersi, o ad altre recenti affermazioni dello stesso Cofferati -"il patto scellerato", "dobbiamo fermarli"-), bisogna tenere presente che qualcuno, qualcun altro, può prendere in seria considerazione l'ipotesi di compiere un passo in più. Come è accaduto in Olanda con Pim Fortuyn, a lungo descritto, e non da destra, appunto come "individuo inqualificabile".
Mi fermo qui, caro Direttore, non senza avere precisato una sola cosa. Quello che "Il Giornale" e i Radicali vogliono, può essere riassunto così: ci piacerebbe che chi si iscrive al sindacato fosse messo in condizioni di ripetere, anno dopo anno, questa sua manifestazione di volontà, e non gli fosse estorta la quota di iscrizione -spesso a sua insaputa- per tutta la vita. Abbiamo intenzione di informare i lavoratori e i pensionati di questo stato di cose, e di consentir loro, se lo vorranno, di disdire l'iscrizione. Essendo chiaro che, su tutto questo, non chiediamo di meglio se non di poterci confrontare pubblicamente con chiunque, a cominciare dai leader sindacali, affinché le rispettive ragioni possano essere conosciute e giudicate dai cittadini italiani. Chi è il fascista?

Auguri. Ne abbiamo tutti molto bisogno, mi pare.

Daniele Capezzone Segretario Radicali italiani

Data: 
Giovedì, 10 October, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL GIORNALE
Stampa e regime: 
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