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Perché nessuno fa un girotondo per i Montagnard?

Testo: 

Oggi il Comitato per i Diritti Umani della Camera si troverà davanti un pezzo del nostro immaginario collettivo.
Ascolteranno, tra le altre, la storia dei "montagnard", un popolo che nessuno di noi crede di conoscere, e che invece è impresso a fuoco nella nostra memoria visiva.
I Montagnard erano gli uomini del colonnello Kurtz in "Apocalipse now". In una delle scene finali del film il superdecorato colonnello che i superiori vogliono morto perché ormai si è alleato a una tribù di indigeni vietnamiti e conduce una guerra personale contro i Vietcong, legge ai suoi uomini una pagina de "Il ramo d'oro" di Frazier. Il libro, bellissimo, scritto agli inizi del ?900, è un caposaldo del pensiero conservatore. Traccia una mappa di infinite connessioni ed eredità spirituali tra il mondo pagano e la civiltà occidentale evoluta, scoprendo l'anima barbara che ancora si nasconde, solida, in noi.
Kurtz, il laureato a pieni voti, il pluridecorato che si ribella alla burocratizzazione della guerra, ha scelto di rimanere nella giungla con i Degar, una tribù di montagna. Kurtz spiega ai Degar la cultura occidentale, e al tempo stesso si avvicina alla loro. E insieme combattono, a colpi di machete e di mitragliatrice pesante contro i vietcong, li inseguono oltre confine quando i Viet vanno a nascondersi in Laos e Cambogia, dove godono dell'appoggio dei cinesi. Vengono dagli altopiani centrali del Vietnam, avevano conosciuto il cristianesimo attraverso i francesi, che li chiamavano "montagnard" e li usavano come guide nella guerra d'Indocina. Per gli americani sono gli "yards". Per i vietcong, che alla fine hanno vinto la guerra, sono i "Nguoi Dan toc", e vanno sterminati perché amici degli occidentali, e perché convertiti al cristianesimo. Ovviamente, trattandosi di vittime di dittature comuniste, in occidente se ne parla molto poco.
Non si parla né dello sterminio dei montagnards in Vietnam, né delle persecuzioni in Cina nei confronti degli Uyguri (popolo della steppa del Turkestan orientale, al confine con la Russia) e dei Falun Gong, i membri di una scuola buddista tradizionalista, che periodicamente vengono avviati a migliaia verso i campi di rieducazione, lasciando centinai di morti nei commissariati "nel corso degli interrogatori". I loro casi sono stati seguiti negli ultimi due anni dai soliti estremisti della libertà di Marco Pannella, che hanno raccolto dati e testimonianze, e li stanno accompagnando in giro per il mondo per far conoscere i soprusi dei regimi dittatoriali comunisti in Asia, e vincere il muro di ipocrisia che li circonda. In Italia li sta aiutando anche un intellettuale di destra, Gennaro Malgieri, che è il direttore del "Secolo d'Italia", nonché deputato di AN, e come tale presiede il Comitato per i Diritti Umani della Camera.
"Abbiamo già dedicato, grazie alla collaborazione di "Nessuno tocchi Caino", un'audizione preliminare alla persecuzione dei Montagnard, degli Uyguri e dei Falung Gong, e il 9 ottobre ascolteremo i rappresentanti ufficiali di questi popoli. Purtroppo questi sono argomenti che vengono seguiti poco dai mass media e quindi dall'opinione pubblica, ma in Commissione abbiamo deciso di aiutare i radicali nel tentativo di dare voce a chi finora è stato condannato dalla storia ad essere ignorato, calpestato nel più importante dei diritti: la libertà di pensiero e di opinione. E nei mesi prossimi seguiremo ancora altri casi, soprattutto i cristiani perseguitati nel mondo islamico, e i giornalisti incarcerati o uccisi nelle varie dittature".

Valerio Fioravanti

Data: 
Mercoledì, 9 October, 2002
Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
Stampa e regime: 
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