You are here

Soldi pubblici ai partiti, Berlusconi: non vedo dove sia lo scandalo. Protestano i Radicali

Testo: 

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Nessuno scandalo, sostiene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: i partiti hanno bisogno di soldi e la Camera li ha concessi. «Credo che sia una cosa così chiara che i partiti abbiano bisogno di essere finanziati che non vedo dove sia lo scandalo», dice il premier. E mentre il Senato si appresta a discutere la leggina sul finanziamento ai partiti approvata dalla Camera (in commissione si è deciso che il rimborso passa da 1 a 2 euro pe elettore), gli esclusi continuano a gridare allo scandalo. In prima fila c'è Mastella (Udeur), che da subito ha alzato la voce e promesso battaglia contro una legge «approvata in modo carbonaro». Alla protesta di Mastella si unisce la Margherita. Da subito anche Parisi e Rutelli si erano detto quantomeno scettici e per giustificare il sì dei loro hanno dichiarato che non erano al corrente del fatto. Mastella, vecchia volpe della politica, non ci crede. Interviene, a sostegno della legge, Fassino, segretario dei Ds: «Rifuggo dalla demagogia, che sarebbe facile in questo caso. Ritengo la politica una cosa seria. La Camera non è un club di carbonari».
Insorge, è naturale, Daniele Capezzone, segretario dei radicali e pone al premier una domanda alquanto imbarazzante: «Perché non ne ha fatto un tema di campagna elettorale, spiegando che era essenziale procedere in questa direzione? Perché Berlusconi non ha aggiunto questa clausola al contratto con gli italiani? Perché non ha reso noto prima, faccio solo un esempio, che si sarebbero ridotti gli investimenti per la ricerca scientifica e si sarebbero invece raddoppiati i rimborsi elettorali? Quale sarebbe stata la reazione dei cittadini? Le domande ci sono: attendono, se possibile, una risposta». In molti altri sono sono quantomeno perplessi. Probabilmente daranno battaglia alla leggina a Palazzo Madama. A parte la Margherita, contrari sono anche gli esclusi dei partiti piccoli, come i socialisti di De Michelis e il Pri di La Malfa, ma anche all'interno della Cdl si registrano voci discordanti. Ad esempio, in An, quelle di Fiori e Buontempo. Il primo attacca: «Il finanziamento pubblico dei partiti fa parte di una cultura veterostatalista».
B.d.V

Data: 
Martedì, 16 July, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
Condividi/salva