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Pannella in sciopero della sete chiede aiuto al Quirinale

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ROMA - Una lotta estrema quella di Marco Pannella. Ancora una volta il leader Radicale si mobilita per «il rispetto della legalità». Da 80 giorni ha iniziato lo sciopero della fame ad intervalli e dalla mezzanotte di domenica anche il più pericoloso sciopero della sete perchè la Camera dei deputati metta fine alla questione dei 13 seggi vacanti e il Parlamento (deputati e senatori) nomini i membri laici del Csm.
Oggi a mezzogiorno sarà ricevuto dal capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Al presidente, annuncia Pannella, «gli dirò che non è arbitro o consigliere ma garante» e come tale «deve garantire il funzionamento della Costituzione». Certo è che al Quirinale pensano che sia difficile un intervento diretto, piuttosto una "moral suasion". Comunque Pannella non demorde e chiederà, così come per i giudici della Corte costituzionale (una battaglia vinta fino all'eclatante gesto di dover bere la sua stessa urina per sopravvivere), un segnale "forte" dal Colle: un messaggio di Ciampi alle Camere. O, piuttosto, un intervento del presidente affinchè sia «fissata al più presto la data ultimativa e certa in cui la Camera sarà chiamata a esprimere il voto utile per l'elezione dei componenti mancanti. In questo modo finirebbe una flagranza delinquenziale».
Pannella "invoca" anche un concerto. Un concerto di stoviglie da parte dei detenuti. I carcerati dovranno battere gavette e cucchiai contro le sbarre delle loro celle. 15 minuti di frastuono, mentre «noi suoniamo le nostre campane. Un suono forte, chiaro e libero». E non solo, visto che secondo il segretario dei Radicali, Daniele Capezzone, «5628 sono i cittadini che in questi due mesi e mezzo hanno partecipato alla lotta non violenta organizzata dagli stessi Radicali».
Prima di iniziare il drammatico sciopero della sete Pannella con Emma Bonino aveva incontrato il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. Disponibile Casini aveva chiesto con urgenza la convocazione della conferenza dei capigruppo. Nulla di fatto. E' sotto accusa la giunta delle Elezioni di Montecitorio, presieduta da Antonello Soro della Margherita: «Solo verso il 20 luglio la giunta riprenderà la sua ricerca e il suo presidente - sostiene il leader Radicale - si ritroverà molto probabilmente a constatare che il "mercato delle vacche" tra i due Poli e nella "Camera dei partiti" non si è ancora concluso».
Pannella ha attaccato anche la Rai e l'informazione in generale che ha come obiettivo quello di «non far sapere agli italiani quali gravi crisi istituzionali non si riesce da tempo a risolvere». Per questo ha chiesto un incontro con il presidente Antonio Baldassarre e il direttore generale Agostino Saccà. Ce ne è pure per Enzo Biagi: «Un sarto e non un giornalista. Uno che taglia e cuce cose false».

di PAOLA OREFICE

Data: 
Martedì, 2 July, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL MESSAGGERO
Stampa e regime: 
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