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I liberal ds: l'art. 18 non è tabù

Testo: 

Morando getta un altro sasso nello stagno della Quercia. E chiede un referendum interno sull'Ulivo
«Con garanzie sulla disoccupazione si potrebbe rivedere»

ROMA - L'area liberal dei Ds, guidata da Enrico Morando, rilancia la sua proposta di innovazione politico-programmatica per la sinistra in Italia.
Nella relazione introduttiva dell'Assemblea nazionale della componente a Roma, Morando non ha esitato a mettere i piedi nel piatto a partire dalla questione dell'articolo 18: «A me pare che proprio l'esigenza di rendere efficace e penetrante la nostra opposizione debba indurci a una vera e propria svolta. È certamente vero che questo costringe a fare scelte. E fare scelte può dividere». In particolare: «Confermiamo che, quando tutti i lavoratori potessero godere di un'adeguata e universale rete di sicurezza per il sostegno dei redditi nelle fasi di disoccupazione, sarebbe possibile e necessario rivedere anche l'articolo 18. Ma su questo la proposta del governo è inaccettabile». Ha spiegato Morando: «Sarebbe ragionevole o no riformulare in chiave "tedesca" l'articolo 18 (il giudice può decidere o il reintegro o l'indennizzo) ed estenderlo a tutti i lavoratori, anche sotto la soglia dei 15 dipendenti? Sono curioso di ascoltare cosa diranno i nostri eterni critici "da sinistra", sempre pronti a denunciare cedimenti e tradimenti: se i valori cui facciamo tutti riferimento sono quelli dell'eguaglianza e della giustizia sociale; se le nostre posizioni debbono assumere il punto di vista del più svantaggiato nell'accesso ai beni sociali, allora ci debbono spiegare perchè un sistema di tutele come quello che ho sommariamente descritto non dovrebbe essere rivendicato come più corrispondente alla missione che la sinistra può darsi di fronte ai profondi mutamenti in corso nel lavoro e tra i lavori».
Morando compie poi anche un'apertura sul fronte delle pensioni chiedendosi se davvero sia «meglio non presentare in Parlamento il ddl per il metodo di calcolo contributivo pro rata per tutti, nel campo previdenziale», soltanto «perchè questo divide quanti sono invece impegnati a dire no alla pazzesca decontribuzione proposta dal governo». Insomma, secondo i liberal ds, «la sinistra di governo potrà tornare a vincere se riuscirà a darsi politiche in grado di iscrivere l'interesse egoistico di chi sta male dentro l'interesse generale. Noi abbiamo sostenuto e sosteniamo politiche di liberalizzazione, per il superamento delle chiusure mono e oligopolistiche di tutti i mercati, a partire da quelli dei grandi servizi a rete. Ma certo è necessario sottoporre ad attenta verifica le forme e gli esiti del processo di liberalizzazione, non si tratta di rinnegare le scelte di liberalizzazione: si tratta di sottoporle a verifica».
Sul fronte dei rapporti politici i liberal Ds parlano dell'ipotesi di «ristrutturazione del centrosinistra», con la Federazione dell'Ulivo dotata di un proprio programma, di una leadership selezionata democraticamente, di regole per l'assunzione delle decisioni impegnative per tutti i soggetti federati, che può e deve proporsi di contrarre alleanze politico-elettorali con altre forze esterne all'Ulivo. Morando valuta positivamente l'idea di un "governo ombra" del centrosinistra, mentre considera «sbagliata e controproducente l'iniziativa referendaria di Rifondazione e Fiom-Cgil per l'estensione dell'articolo 18. Rivolto ai Ds, la proposta è di un referendum interno («lo Statuto lo prevede») attorno ad un semplice quesito volto a impegnare i Ds nel lavoro di strutturazione dell'Ulivo». Quanto ai rapporti internazionali, ha concluso Morando, «l'Internazionale dei democratici e dei socialisti non sarà dietro l'angolo. Ma è un obiettivo necessario e politicamente realistico per chi non intende rinunciare a porsi il problema del governo democratico della globalizzazione a cominciare dall'abbandonare una prassi politica in forza della quale qualsiasi partito ex comunista dell'est, purchè si denomini socialista o socialdemocratico, viene accolto nel Pse, mentre non si riconosce neppure il rango di attendibili o permanenti interlocutori a forze liberaldemocratiche di sinistra, radicali, ambientaliste».
R.Pol.

Data: 
Domenica, 30 June, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL MESSAGGERO
Stampa e regime: 
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