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Berlusconi da Vespa. Rutelli «tratta» per andare da Santoro

Testo: 

Il premier: parlerò del contratto con gli italiani. E scherza: io anche elettricista.

ROMA - Più che un finale di campagna elettorale è diventata una guerra di nervi. Come anticipato dal Corriere , i due interventi in tv di Porta a Porta , questa settimana, sono stati affidati a Piero Fassino e a Silvio Berlusconi. L'accordo è stato chiuso un paio di giorni fa: pari condizioni ai due ospiti, due giornalisti in studio, un esponente dell'altro schieramento in collegamento per una decina di minuti. Per l'opposizione è uno schema inaccettabile: non solo protestano Di Pietro e Rifondazione, che dell'Ulivo non fanno parte e dunque non si sentono rappresentati da Fassino; ma anche Francesco Rutelli, che quando ieri mattina ha appreso di non essere nel palinsesto preelettorale di Vespa è andato su tutte le furie. Berlusconi, dal canto suo, ha cercato di smorzare le polemiche: «Il contraddittorio ci sarà, state tranquilli» ha detto ieri sera a Monza, a margine dell'inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione della Villa Reale («Adesso sono anche un presidente elettricista»). E a chi gli ricordava la promessa di non intervenire direttamente nella campagna elettorale per le amministrative, il premier ha ribattuto: «Rispetterò gli impegni, discuterò soltanto del contratto con gli italiani, i cui risultati si stanno vedendo con largo anticipo». Berlusconi è comunque convinto che «i risultati del voto confermeranno la fiducia al governo».
L'Ulivo protesta e parla di violazione della «par condicio» perché giovedì sera Berlusconi illustrerà del programma di governo senza contraddittorio politico: interverranno sì due direttori di giornale Paolo Graldi ( Il Messaggero ) e Marcello Sorgi ( La Stampa ), ma in studio non ci saranno esponenti dell'opposizione. Paolo Gentiloni ha chiesto al conduttore di Porta a Porta un invito per Rutelli. Di fronte al «non posso» di Vespa, che si è consultato con Palazzo Chigi, si è arrivati ad un compromesso: un invito per Arturo Parisi, vicepresidente della Margherita, in collegamento esterno. Parisi ha accettato: «Ci sarà un esponente della Margherita. Chi, lo sceglieremo noi, non Berlusconi». E chissà, fanno sapere dalla sede del partito, che poi insieme a Parisi (o al suo posto), si presenti anche qualcun altro... Per ora è un'idea un po' goliardica, quella di far apparire anche Rutelli, tanto per dimostrare che il contraddittorio che «Berlusconi rifiuta dal 1996», aggiunge Gentiloni, si può virtualmente fare. Più serio è invece il tentativo del leader della Margherita di organizzare un faccia a faccia con Gianfranco Fini, a Sciuscià . Restano però gli strascichi di questa ennesima polemica sulle regole dell'informazione e i sospetti all'interno dell'opposizione. Perché se ufficialmente non trapelano frizioni tra Ds e Margherita, a via dei Poli sono in molti a sospettare il segretario dei Ds di «inciucio» con Berlusconi e Vespa, ai danni di Rutelli.

G. Fre.

Data: 
Martedì, 21 May, 2002
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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