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Capezzone: "Sui seggi vacanti il regime decide di non decidere"

Testo: 

Mancano 13 seggi alla Camera dei deputati perché la furbizia di usare le liste civette per dribblare lo scorporo si è ritorta contro chi come Forza Italia aveva creduto in questa scorciatoia? Chi se ne frega dice all'unisono il sistema della partitocrazia della seconda repubblica, che ha deciso di rinviare ogni discussione a dopo le amministrative. E questo alla faccia del satyagraha dei radicali (coinvolge oltre 4 mila persone tra cui almeno un migliaio di detenuti che nella fattispecie si sono dimostrati più onesti intellettualmente di quelli che dentro ce li hanno messi per preservare la società) che chiedevano invece di prendere una posizione di merito più consona a uno stato di diritto. Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, in questa intervista dice all' "Opinione" perché lasciare le cose come stanno è una decisione da irresponsabili.

Allora segretario, passata la festa gabbato lo santo?

Una sola cosa mi pare chiara: quasi tutti (e il "quasi" -ci verrò- siamo noi) hanno deciso di rinviare sine die la soluzione del problema.

Che c'è dietro una decisione così opportunista?

Voglio dire subito due cose: la prima è che, ancora una volta, si conferma la triste regola per cui le sedi istituzionali funzionano da mero luogo di ratifica delle scelte compiute dalle segreterie dei partiti. La seconda è che mi pare sempre più netta la volontà di subordinare il rispetto della legge all'avvenuta intesa dei partiti su un qualche papocchio di loro gradimento. Per capirci, la questione sarà risolta soltanto se e quando avranno cucinato un pasticcetto per loro accettabile.

Perché ciò invece non è accettabile né dignitoso?

Ecco, questa decisione non è accettabile, e non è accettata dagli oltre 4mila cittadini che, con Marco Pannella, sono impegnati nel grande Satyagraha per il ripristino della legalità costituzionale. Tra loro, vi sono centinaia di detenuti, costretti a constatare quanto oggi, in Italia, proprio le istituzioni della Repubblica siano, letteralmente, fuori-legge, cioè vivano ed operino al di fuori del perimetro delle leggi scritte. Tra l'altro -pensiamoci- che senso ha la pena che subiscono, se lo Stato che gliela infligge è il primo a non rispettare le regole?

Che fare, per citare il Lenin così caro ai no global?

A questo punto, dinanzi a questo stato di cose, mi pare indifferibile un intervento del Capo dello Stato. E un intervento nelle forme sancite dalla Costituzione: un messaggio formale alle Camere, come lo stesso Presidente Ciampi aveva ipotizzato nelle scorse settimane. Con rispetto, mi permetto di dire al Presidente: se non ora, quando?

Nel merito della vexata quaestio c'è qualche suggerimento?

Premesso che il Satyagraha radicale ha l'unico obiettivo di far sì che la Camera decida (quale che sia, poi, la decisione assunta), voglio dire qualcosa anche nel merito di questa vicenda. Anche perché, sino ad ora, ho sentito circolare tesi lunari: manca solo che qualcuno proponga di assegnare i tredici seggi ai tredici terroristi palestinesi?Qualcuno propone di applicare il regolamento: ma come si può far ricorso ad una fonte subordinata in una materia coperta da riserva di legge? Qualunque studente del primo anno di giurisprudenza non oserebbe neanche ipotizzarlo?Altri ancora propongono di scrivere una legge con effetto retroattivo: peggio ancora?Il solito studente ne resterebbe scandalizzato. Altri, infine, propongono di non assegnare affatto questi seggi. Devo dire che -da Calderisi ad altri- possono inventarsi qualunque acrobazia costituzionale, ma resta il fatto che la Costituzione stabilisce che i deputati devono essere 630. E peraltro, la stessa giurisprudenza della Consulta ha sempre bocciato qualunque ipotesi che esponga gli organi costituzionali ad un rischio anche teorico di buco.

E allora?

Emilio Colombo ha prospettato una soluzione che mi pare molto solida e molto lineare: si applichi per analogia la legge elettorale del Senato. Al Senato, quando un gruppo ha diritto ad un seggio ma non è in grado di coprirlo con propri candidati, si fa riferimento ad altri gruppi, ad altre liste: ma lo si fa non con il metodo dei maggiori resti, bensì con il metodo d'Hondt. Spero che la Giunta per le elezioni voglia riflettere seriamente su questa soluzione, così seria e anche così semplice.

E se la classe politica continuerà a fare orecchie da mercante?

Noi, nei prossimi giorni, assumeremo gravi iniziative costituzionali: solleveremo un conflitto di attribuzione contro la Camera dinanzi alla Consulta, e consentiremo che in qualunque processo in cui ciò sia rilevante possa essere sollevata la questione di legittimità costituzionale delle leggi approvate in questa legislatura.

Dimitri Buffa
dimitribuffa@libero.it

Data: 
Sabato, 18 May, 2002
Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
Stampa e regime: 
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