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Riforma degli appalti in Friuli V.G.

Testo: 

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato una legge che disciplina la realizzazione dei lavori pubblici con una nozione di «lavori di competenza regionale» molto ampia.
La legge regionale autodetermina infatti la sua applicabilità a tutti i lavori pubblici da realizzarsi nel territorio della Regione, indipendentemente dalla provenienza dei finanziamenti.
Nel dibattito relativo alla esatta definizione dei lavori che, in quanto di interesse regionale, rientrano nella competenza legislativa delle Regioni - reso attuale dalla recente riforma dell'articolo 117 della Costituzione - la scelta operata dalla Regione Friuli appare drastica.
Non conta cioè né il criterio del finanziamento né quello funzionale, ma unicamente quello territoriale, che riceve un solo temperamento. Infatti, per le «opere di competenza esclusiva direttamente realizzate dallo Stato» valgono le norme statali.
Non moltissime, ma di un certo rilievo, sono le diversità rispetto alla normativa nazionale.

Partendo da quelle relative alle modalità di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, è in primo luogo previsto che il ruolo di responsabile del procedimento possa essere affidato non solo a un soggetto interno all'amministrazione, ma anche a un soggetto esterno qualora le professionalità interne siano insufficienti rispetto ai lavori programmati.
Viene quindi operata una scelta molto più radicale rispetto alla legislazione nazionale, che consente di affidare all'esterno unicamente compiti di supporto all'attività del responsabile del procedimento, che deve però sempre rimanere un funzionario interno all'amministrazione.

Sempre in tema di organizzazione della pubblica amministrazione,viene consentito ai soggetti committenti che, eseguendo lavori in via episodica e senza continuità, non dispongono al loro interno di una organizzazione adeguata, di affidare lo svolgimento dei compiti di stazione appaltante a un «organizzatore generale»,scelto tramite le procedure vigenti per l'affidamento degli appalti di servizi.
Nella legislazione nazionale questa possibilità è invece esplicitamente vietata, essendo previsto che i soggetti committenti non possono in alcun caso affidare a soggetti pubblici o privati l'espletamento delle funzioni e delle attività di stazione appaltante.

Qualche diversità anche in tema di affidamento degli incarichi di rogettazione. Mentre per gli incarichi di importo superiore alla soglia comunitaria,viene operato il tradizionale rinvio alle procedure di affidamento previste dalla normativa comunitaria, per quelli sotto soglia vengono individuate procedure maggiormente diversificate rispetto alla normativa nazionale.
Quest'ultima, infatti, prevede il ricorso alla licitazione privata per gli incarichi di importo superiore a 40mila euro e l'affidamento fiduciario per quelli di importo inferiore a tale soglia.

La legge della Regione Friuli prevede invece diversi metodi alternativi,che vanno dalla gara a evidenza pubblica (ma solo per incarichi di importo superiore a 40mila euro) alla trattativa privata previa gara informale con almeno cinque candidati, all'affidamento fiduciario (che può essere operato direttamente dal responsabile del procedimento per incarichi fino a 100mila euro e invece dal legale rappresentante dell'ente committente per incarichi di importo superiore).

Diversità anche in tema di qualificazione delle imprese esecutrici dei lavori. Infatti, per i lavori di importo inferiore a quello per il quale la normativa nazionale impone la qualificazione tramite attestato della Soa (cioè a oggi 150mila euro), la legge regionale considera sufficiente, ai fini della qualificazione,l'iscrizione alla Camera di commercio, eliminando quindi quei requisiti minimi che sono richiesti dall'articolo 28 del Dpr 34/2000 per i lavori di importo minore (c.d. a qualificazione ridotta).

Altra diversità significativa è prevista in materia di appalto integrato. È infatti stabilito - integrando la normativa nazionale vigente,che attualmente nulla dice sul punto - che nel caso in cui all'appaltatore sia affidata, unitamente all'esecuzione dell'opera anche la relativa progettazione, quest'ultima deve essere comunque redatta dai soggetti individuati dalla stessa legge quali possibili affidatari degli incarichi di progettazione (e cioè liberi professionisti, singoli o associati,società di professionisti, società di ingegneria e raggruppamenti temporanei tra i suddetti soggetti).
È evidente l'intento di assicurare che, anche nell'ipotesi in cui la progettazione faccia contrattualmente carico all'appaltatore, sia comunque garantita la necessaria qualificazione da parte dei soggetti che materialmente redigono gli elaborati progettuali.

Quanto alla procedura di scelta dell'esecutore dei lavori, le possibilità ammesse dalla legge regionale sono più ampie di quelle stabilite dalla legge 109.
Mentre quest'ultima ammette solo il pubblico incanto e la licitazione privata e, in ipotesi tassativamente predeterminate, l'appalto concorso e la trattativa privata, la legge del Friuli disciplina il ricorso a cinque diverse procedure: aperta, ristretta, ristretta semplificata, negoziata e appalto concorso. Per ognuna di queste procedure vengono individuate le ipotesi di legittimo utilizzo e le relative modalità di svolgimento.
In particolare, mentre non sussistono specifiche peculiarità per quanto riguarda la procedura aperta, nella procedura ristretta viene prevista la possibilità, per gli appalti sotto soglia, di fissare il numero minimo e massimo dei concorrenti da invitare, da scegliere in base a criteri stabiliti dalle amministrazioni in attuazione di un apposito regolamento.
La procedura ristretta semplificata,che si caratterizza per il fatto che gli inviti sono effettuati non sulla base di domande preventivamente inviate dalle imprese (come nella procedura ristretta ordinaria),ma direttamente dall'amministrazione, è ammessa solo per i lavori di importo non superiore a 1,5 milioni di euro.
Le modalità di svolgimento di tale procedura sono liberamente fissate dall'amministrazione procedente, che deve unicamente rispettare i principi generali della concorrenza e trasparenza e salvaguardare il criterio della rotazione.
L'unica prescrizione della legge è che alla procedura siano invitati almeno dieci concorrenti o, per lavori sotto i 200mila euro, almeno tre concorrenti.
Per quanto riguarda infine la procedura negoziata, ne è ammesso il ricorso, per gli appalti sopra soglia, in tutti i casi previsti dalla direttiva 93/37, mentre, per gli appalti sotto soglia, vengono tassativamente elencate le ipotesi in cui è possibile ricorrervi.

Un ultimo aspetto da segnalare riguarda l'utilizzo del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa. In primo luogo la legge regionale ne ammette l'utilizzo in via generalizzata,e non solo nelle ipotesi di appalto concorso e concessione di costruzione e gestione.
In secondo luogo è previsto che, nell'ambito degli elementi che compongono tale criterio, le amministrazioni possono attribuire una priorità, ai fini dell'aggiudicazione, alle imprese aventi sede legale da almeno tre anni nella regione o che abbiano eseguito nel territorio regionale,sempre negli ultimi tre anni, lavori simili a quelli in gara.
ROBERTO MANGANI

Data: 
Lunedì, 6 May, 2002
Autore: 
Fonte: 
EDILIZIA E TERRITORIO
Stampa e regime: 
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