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IL «BRINDISI» IN TELEVISIONE. Le emozioni forti di Pannella

Testo: 

di Filippo Ceccarelli

Dunque l'ha fatto. E come previsto, il gesto di Pannella ha fatto orrore. Bere la propria pipì davanti alle telecamere è qualcosa che deve sfondare i confini dell'indecenza, deve annientare qualsiasi altro turbamento, anche a scapito della pur nobile causa che ha ispirato la torva rappresentazione. Per cui, sebbene tristi e stomacati, occorre forse ricordare che Pannella l'ha fatto perché la Corte Costituzionale torni ad essere un luogo di democrazia. Detto questo, sul piano della resa televisiva, quegli occhi che ballavano sul volto pallido, quel bicchierino di liquido scuro sollevato come una specie di brindisi, quella lunga e sconcia sorsata, beh, ecco: era tempo che gli attori politici non riuscivano a smuovere le emozioni.

Di ogni tipo, d'accordo, ma a smuoverle sul serio, come solo Pannella ai suoi tempi, che sembravano ormai così lontani. Se non era pipì - come certamente qualcuno sospetta - la scena è venuta ancora meglio. Se ha da essere teatro, infatti, che lo sia per davvero. La vita pubblica italiana ha parecchio abbassato le soglie del pudore animandosi anche di gestacci, corna, lifting, buffetti, barzellette, canottiere, lacrime, fitness, kick-boxing, guarigioni, confessioni, gomme americane, deliri calcistici, ipnosi da talk-show, calendari di beneficenza e lancio di uova sul teleschermo. I politici si sono fatti furbi. Chi canta, chi balla, chi suona, chi si toglie le scarpe, addestra il cane o fa la mossa davanti alla banda militare.

Ebbene, da questo regime di astuti format Pannella è rimasto a lungo tagliato fuori. Proprio lui, che ha fondato la politica spettacolo, colto alla sprovvista da Cavalieri, maggiordomi, menestrelli, comici d'assalto, madrine, guru, imitatori, iene, tapiri, gabibbi. E tuttavia, conoscendolo un po' nella sua generosa superbia, c'è da pensare che li considerasse tutti non solo dei dilettanti, ma dei poveracci perché privi di fede, di coraggio vero e di pazza allegria. E allora li ha sfidati, col suo schifosissimo bicchierino trasparente. Nel trangugiarne il contenuto ha dimostrato che l'esibizionismo è un fatto di dosi; che la meraviglia corrente è spesso artificiale; che l'immaterialità della televisione è una tigre di carta. Anche solo per questo, oltre che per il plenum della Corte, lo si potrebbe perfino ringraziare. O comprendere, che è quasi lo stesso.

Data: 
Sabato, 20 April, 2002
Autore: 
Fonte: 
LA STAMPA
Stampa e regime: 
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