You are here

«Non siamo gay» E loro: fascista

Testo: 

L'associazione degli omosessuali di centrodestra: il deputato Menia è ignorante

BOLOGNA - «Qua pare che son tutti gay... se non sei culo, non sei politicamente corretto». Un secondo di sconcerto sul palco tra i papaveri di An, Gianfranco Fini strabuzza gli occhi, ma dal fondo della sala parte un caloroso, sentito, lungo applauso. Alle cinque del pomeriggio, dopo un giorno e mezzo a parlare di destra al governo e di cultura di governo, ricompare dal microfono da cui hanno parlato Berlusconi, Fini e Casini, la scorrettezza politica.
E' Roberto Menia, deputato della Repubblica e assessore nella sua Trieste, a fare la tirata che fa ritornare improvvisamente al passato il felpato congresso di An. E proprio nel giorno in cui l'associazione dei gay del centrodestra (Gaylib) aveva tenuto una conferenza stampa per chiedere a Fini di occuparsi dei diritti dei gay, delle coppie di fatto. Pura provocazione. «Certo perché se c'è gente come Menia - spiega Enzo Palmesano, che coordina i gay di An - è colpa di Fini che ha detto che i gay non possono fare i professori». E Menia? «Si dovrebbe dimettere, perché... è un fascista». «E' un ignorante - incalza Enrico Oliari, altro animatore della componente gay, che ha proposto di mettere nel codice di An un paragrafo sui diritti degli omosessuali - perché non sa che in Italia siamo quasi quattro milioni, pensa ancora che sia una malattia, forse».
Ma perché restare in un partito dove c'è chi dal palco sfotte con questa irruenza? «Perché non c'è solo Menia». E nostalgia per nostalgia, anche Oliari vi si abbandona: «Quando c'era Almirante, lui sì che era attento alle minoranze sociali. E noi siamo la più grande minoranza sociale d'Italia».

Data: 
Domenica, 7 April, 2002
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
Condividi/salva