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NUOVE TANGENTI PICCOLE MISERIE - di Francesco Merlo

Testo: 

E' la più offensiva delle caricature di Silvio Berlusconi questo Luigi Odasso di Torino. La sua politica sembra infatti ispirata al Berlusconi delle vignette, a quello deformato dal comico Luttazzi o da Sabina Guzzanti. E dunque il peggior nemico di Berlusconi non si chiama Saverio Borrelli ma Luigi Odasso, manager pubblico, corruttore e corrotto, che cercava di far politica distribuendo soldi a destra e a manca, come se a destra e a manca ci fossero solo peccatrici da redimere o poveretti da aiutare. Direttore generale dell'ospedale Le Molinette, Odasso ha confessato di avere intascato tangenti e di averle usate per comprare tessere di Forza Italia. Voleva - ha detto - finanziare la politica, «contare di più dentro il partito», «farsi notare», attraversare lo specchio magico di Alice o di Harry Potter e «arrivare a Berlusconi». Odasso non era un fannullone né un inefficiente. Lavorava 14 ore al giorno, pare che abbia realmente modernizzato l'ospedale, e piaceva a tutti, persino al grande chirurgo iscritto a Rifondazione. Con tecniche bipartisan promuoveva al primariato medici comunisti e ulivisti, rendeva servigi e favori ai parenti dei sindacalisti della Cgil, e intanto spediva costosissimi regali che magnificavano la sua generosità lasciando impietriti e sedotti i beneficati. Ha dichiarato il «governatore» della Regione Piemonte, Enzo Ghigo: «E' vero che mi ha regalato un orologio da nove milioni, ma questo non è un reato».
Odasso ha spiegato che lo stipendio di otto milioni e mezzo al mese non gli permetteva «di pagare i costi della politica». E, tra quei costi, oltre al controllo delle tessere, aveva incluso la «villa di Arcore» nel Monferrato. Insomma, persino nel nidificare in tre piani e venticinque stanze, Odasso deformava il modello Berlusconi, riduceva a caricatura l'identità del Cavaliere e trapiantava lo spagnolismo nel sobrio Astigiano.
Ma oltre che di Berlusconi, il politico Odasso è il peggior nemico della Politica, e del Paese. E bisogna subito dire che la Tangentopoli di Odasso - vedremo quanto estesa - non ha nulla a che fare con la Tangentopoli di Craxi e di Citaristi. Quelli infatti finanziavano con le tangenti la vecchia partitocrazia, che era fatta di sedi, di congressi e hostess, campagne elettorali e funzionari, libri, cene, fondazioni e, qualche volta, lussi privati. Odasso invece cerca quattrini all'idea che per avere carisma e consenso, per scimmiottare Berlusconi, bisogna mettere mano al portafoglio (altrui, quando non si dispone del proprio), perché solo il denaro trasforma le zucche in uomini, e gli uomini in politici, i cavalli in senatori, i seguaci in galoppini, i poveri in ricchi e le prostitute in vergini.
Questa nuova Tangentopoli di Torino è un colpo terribile per chi, come noi, pensa che la politica sia stata malridotta dalla supplenza della magistratura, per chi vorrebbe restaurare il primato della politica perché crede nella sua nobiltà, nella sua generosità, persino nei suoi visionari e nelle loro intemperanze, nella superlevitazione della politica, nel suo stare sempre sopra e mai contro: sopra i conflitti e i luoghi comuni, sopra gli interessi corporativi e le tensioni sociali, la politica come lingua viva che non si trova nei vocabolari e neppure nelle scuole di pensiero, la politica che sta sopra gli avvocati e gli economisti, sopra i poliziotti e sopra i magistrati. Solo la politica giustifica gli azzardi più strampalati e gli abusi lessicali. Nessun giudice può infatti condannare l'inventore della svolta di Salerno, o della politica dei due forni o del partito di lotta e di governo. E la magistratura non può resistere in un conflitto con la politica, ma deve riposizionarsi su un piano sghembo: politica e magistratura sono le nostre convergenze parallele, come Achille e la tartaruga che non si raggiunsero mai.
Ma ecco che Odasso riconsegna la politica alla magistratura, spiazzandone ancora una volta la funzione. Da vittime e non da complici, male fanno Berlusconi, il ministro Scajola, e tutti gli altri responsabili di Forza Italia a non chiedere alla magistratura di difenderli da Odasso.

Data: 
Lunedì, 21 January, 2002
Autore: 
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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