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L'astensione? Clamorosa furbata

Testo: 

A sperarci sono sempre di più. Malgrado la vistosa illegalità costituzionale cui sono costretti i cittadini a causa di evidenti scorrettezze in merito all'informazione sul referendum, denunciata dai radicali all'Autorità di garanzia dell'informazione e presso la Commissione di vigilanza Rai, le novità delle ultime settimane portano a considerare come ottimistica la previsione che il 12 e 13 giugno la maggioranza degli italiani ci aiuti a superare il quorum richiesto dal referendum.
Sin d'ora, la legge che si vuole abrogare in alcuni punti ha ottenuto una pericolosa serie di ritorsioni negative: le gravidanze sono calate del 15%, i cicli di procreazione assistita sono passati da 2.418 a 1.746, il rigido divieto alla sperimentazione impedisce che le conoscenze scientifiche vengano utilizzate per alleviare le gravi sofferenze prodotte da malattie degenerative, annulla d'un tratto il riconoscimento della libertà ed autonomia delle persone e rimette in discussione il processo storico che affermava il principio di laicità dello Stato.
In questi giorni circola un dato che testimonia quanto i sostenitori del referendum vanno dicendo da mesi, i Centri europei, soprattutto svizzeri e spagnoli, ma nel nostro caso austriaci, hanno registrato un incremento rilevante di afflusso di coppie italiane che vi ricorrono per realizzare il proprio desiderio di genitorialità. Giacché il costo è impegnativo, coloro che non dispongono di possibilità economiche adeguate, si troveranno impietosamente costretti a rinunciare a tale progetto. Un legislatore, in materie come queste, non ha il compito di affermare principi di natura ideologica, un buon sistema giuridico non proclama valori con prescrizioni che inducono a comportamenti di fuga, di clandestinità.
Il legislatore, dovrebbe intervenire con misura, con regolamenti leggeri, ricorrendo a un diritto coerente e compatibile. Per questi motivi bisognerebbe investire di più sul referendum, scommettere con fiducia sui propri buoni argomenti, usare fino in fondo uno strumento democratico che oggi rappresenta un'occasione di prezioso sussulto per le coscienze dei cittadini, costringendoli a misurarsi col futuro dell'umanità. Perciò, l'invito all'astensione è una clamorosa furbata, contiene il corollario della sterilizzazione di un confronto aperto con l'individuo che a mente libera invece potrà scegliere tra il sì e il no.

Gianfranco Leonarduzzi
membro del Comitato nazionale Radicali italiani

Data: 
Venerdì, 27 May, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Lettere
Stampa e regime: 
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