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L´AUTENTICO SPIRITO RADICALE E LE VERE BATTAGLIE LIBERALI

Testo: 

di GIANLORENZO MARTINI *

Non vi sono dubbi sul fatto che a molti liberali questo governo abbia dato qualche delusione: un premier che ha più volte dichiarato di ammirare la politica di Margaret Thatcher e sostenuto da una maggioranza la cui ampiezza non ha eguali nella nostra storia repubblicana, di politica liberale, soprattutto se intesa nel modo anglosassone, poteva fare di più. Con altrettanta coerenza c'è da dire, però, che l'attuale sistema di governo non aiuta: la straordinaria debolezza degli esecutivi prevista dalla nostra struttura costituzionale, dissuade da riforme coraggiose ed impone un'eccessiva cautela nei delicati equilibri dei partiti di una coalizione. Come non ricordare, a titolo di esempio, quando nel 1994 il primo governo Berlusconi propose, ingenuamente, una riforma delle pensioni "thatcheriana", ottimamente valutata dai più importanti economisti internazionali del tempo. Ebbene, su quella riforma, dopo che i sindacati in accordo con le sinistre catapultarono milioni di cittadini nelle piazze, il governo cadde. Dopo sette anni di sostanziale e scandalosa inerzia dei governi di centrosinistra, in una situazione nel frattempo drammaticamente peggiorata, toccò allo stesso Cavaliere affrontare quella grana: la riforma finalmente si fece, anche se necessariamente più blanda e meno incisiva della prima.
Sicuramente una delusione, per noi liberali, che ci aspettavamo di più. Ma qui arriviamo ai Radicali: anche loro, del liberalismo (e liberismo) sono sempre stati fortissimi sostenitori. Ecco perché ci lascia letteralmente sbalorditi la notizia che Marco Pannella si sia schierato per una lista che in Veneto appoggia il centrosinistra. Non possiamo credere che tale presa di posizione corrisponda allo spirito radicale che conosciamo; riteniamo, piuttosto, che Pannella si sia dimostrato insensibile all'orientamento tradizionale dei suoi elettori, già da tempo totalmente privi di riferimenti sul territorio. Anzi: almeno qui in Veneto, praticamente sprovvisti di un partito.Concludiamo dunque con due considerazioni: in primo luogo esprimiamo tutta la nostra perplessità e diffidenza sul fatto che un presunto esponente politico bellunese e che si definisce leader regionale di Riformatori Liberali possa essere portatore dei valori richiamati dal nome di tale movimento. In secondo luogo ribadiamo la forte convinzione che le nostre battaglie liberali, anche aspre, saranno combattute all'interno della Casa delle Libertà e non certo insieme ad un Centrosinistra che ha sempre dimostrato di rifiutare nel suo DNA, non solo le politiche, ma persino gli stessi concetti di liberalismo e di liberismo.
Ciascuno è libero, si intende, di pensarla come vuole e di cambiare idea nel corso della vita: ma mentre la coerenza di Valerio Zanone ci permette di capire appieno la sua posizione pur senza condividerla, la mossa di Marco Pannella ci pare solo sconfortante, illogica e fuori dal tempo. Radicali, svegliatevi !

* Liberali delle Venezie

Data: 
Venerdì, 1 April, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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