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Il Comune tira dritto: la Ztl non si tocca

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Il sindaco concede poco ai commercianti mobilitati: possibile solo l'apertura pomeridiana

Linea dura. Toglietevi dalla testa la riapertura totale delle strade da sei mesi sotto "embargo" Ztl. L'ha detto, ribadito, riconfermato il sindaco Sergio Cecotti durante il primo di una serie di incontri con commercianti e professionisti delle vie del centro storico che si sono mobilitate per dire basta a una blindatura le cui ricadute sull'economia stanno diventando - a loro giudizio - sempre più nefaste.
La battaglia strada per strada ha condotto a Palazzo D'Aronco, come prima tranche, una sessantina fra esercenti e professionisti, delle vie Manin, Vittorio Veneto, Prefettura e piazza Duomo. Un numero che avrebbe non poco lievitato se molti altri partecipanti non fossero stati bloccati a piano terra, a causa del raggiungimento della capienza massima della sala. Un disguido stigmatizzato con rabbia e rassegnazione da quanti si sono visti negare l'enter: «Dovevano permettere la partecipazione a una fascia più ampia di utenza» secondo Diletta Lesa, della profumeria Bulian in via Cavour; «si tratta di una presa di posizione inutile», secondo l'avvocato tributarista Mario Mazza, che ha l'attività in via Vittorio Veneto da cui sono espatriati già cinque studi (tra cui Appiotti, Rossi, Pasut e Nifosì) e altri stanno preparando i bagagli, come la ragioniera Olga Plat. «Non mi sarei mai aspettata di vedermi negare l'accesso», dichiara Adelina Mesaglio, titolare di Acer in via Manin; «In questo modo volevano evitare che la delegazione crescesse numericamente», parola di Liliana Bile, di Cattelan abbigliamento, in piazzetta Belloni.
Il faccia a faccia in sala del Consiglio, durato quasi tre ore e interdetto alla stampa, nonostante non fosse stata esplicitata la natura privata del raduno di protesta, è stato molto animato, secondo quanto riportato dai testimoni diretti. Contro il divieto di accesso agli organi di informazione ecco la levata di scudi di Gianfranco Leonarduzzi , del Comitato nazionale dei Radicali («Un episodio gravissimo, che smentisce i principi di trasparenza di cui quest'amministrazione si fa portabandiera»), e del consigliere comunale Diego Volpe Pasini. Pesantissimo il "buco" denunciato da tutte le categorie: ammanchi, da quando è entrata in vigore la blindatura del centro, fino al 40 per cento di introiti, e per alcuni addirittura fino al 50 per cento, con un rosso che arriva a volatilizzare anche 30 mila euro l'anno per alcuni esercizi. Pare che Cecotti, che alla fine dell'incontro non ha voluto rilasciare alla stampa alcuna dichiarazione, tenga aperta la possibilità di rivedere l'orario della Ztl, concedendo l'apertura almeno pomeridiana. «Un'ipotesi che, per lo meno, il sindaco non ha escluso», come riferisce il portavoce di via Vittorio Veneto, il commercialista Marcello Mazza. Ma non finisce qui la lista delle richieste: riapertura alla sosta di piazza Duomo ed eliminazione dei privilegi per i dipendenti della Procura e della Prefettura («Occupano abusivamente, cioè non con autovetture d'ordinanza, i 40 posti disponibili», dice Mazza). I sei mesi di sperimentazione della Ztl sono terminati e le categorie aspettano di conoscere dall'amministrazione i risultati che Cecotti si è impegnato a rendere pubblici.

Irene Giurovich

Data: 
Martedì, 15 February, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Udine
Stampa e regime: 
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