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LA PROTESTA - Legge elettorale, i radicali temono accordi sotto banco

Testo: 

UDINE. «A giudicare dal dibattito politico che si sviluppa sulla questione relativa alla legge elettorale regionale sembra che un'influente patto trasversale voglia congelare quanto espresso in modo chiaro e netto dai cittadini, il referendum confermativo del 2002. Sarebbe quanto mai vergognoso che i giochi di potere che si sviluppano dietro la legge elettorale, portassero a scippare la volontà popolare».
È l'accusa rilanciata da Gianfranco Leonarduzzi del Comitato nazionale radicali italiani.
«Pare che il tempo della controriforma non sia ancora finito, se Illy e le forze di opposizione si accordano sottobanco per sventare il pericolo della riforma elettorale. Occorre dire che l'attuale maggioranza scorda facilmente il sostegno alla campagna referendaria,. C'è da sperare ora che l'inganno non si materializzi per opera di coloro che proclamavano la sovranità popolare e le riforme necessarie per la nostra regione». «Come dire - sottolinea Leonarduzzi - che l'elezione diretta del presidente ha già fatto il suo corso, almeno nella nostra regione. Ora possiamo tornare indietro. E qui si rivela la grande ipocrisia dell'attuale classe politica regionale che, coperta dal più stretto riserbo si dichiara contraria alla rigidità del sistema presidenziale e del principio per cui il consiglio regionale venga sciolto automaticamente in conseguenza della cessazione dalla carica di presidente della regione».

Data: 
Venerdì, 7 January, 2005
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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