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PADOVA Radicali in missione al Due Palazzi

Testo: 

Presentati i referendum ai detenuti
PROVOCAZIONE Chiesta l'adesione di Giustina Destro

di Massimo Nardin

Per la legalizzazione delle istituzioni, dell'economia, della giustizia e delle scelte individuali. Parte dal penale di Padova la raccolta firme dei detenuti sulle 25 proposte di legge di iniziativa popolare organizzata dai Radicali Italiani per riuscire a provocare, attraverso il tetto delle 50 mila firme da presentare in Parlamento, una mobilitazione collettiva attorno a riforme tanto discusse ma mai attuate dal governo.

Al termine della visita al carcere, la delegazione capeggiata da Marco Cappato, parlamentare europeo radicale della Lista Bonino, si è radunata al Pedrocchi per fare il punto della situazione. «Dobbiamo raccogliere 50 mila firme per mandarle in Parlamento - ha esordito Cappato - e il fatto di partire dal mondo carcerario è importante in quanto esso fotografa esattamente e in maniera estremizzata i problemi della società». Dagli extracomunitari ai tossicodipendenti alla piaga della prostituzione, per Cappato «le carceri italiane riflettono ed evidenziano il fallimento della politica proibizionista». E proprio per andare contro questa linea di condotta i Radicali Italiani propongono una sfilza infinita di proposte per cambiare rotta. Tra le più importanti del loro programma spiccano quelle sulla separazione delle carriere dei magistrati «per assicurare la neutralità del giudizio, impedendo il passaggio dei magistrati da funzioni inquirenti a funzioni giudicanti», e sulla carcerazione preventiva: «Viviamo in un paese - attacca Cappato - che consente di tenere un detenuto sei anni in attesa di giudizio, per questo c'è bisogno di una drastica riduzione dei tempi di carcerazione in attesa di giudizio».

Quando si alza il sipario sul tema della prostituzione e sulla proposta radicale di legalizzarla, ecco la sorpresa: da una saletta del caffè «bomboniera» sbuca il sindaco Destro e Cappato non si fa sfuggire l'occasione per proporre alla prima donna di Padova di firmare la proposta in questione: «Le invierò il testo della proposta, lo firmi eh!», le va incontro lui stringendole la mano. «Lo leggerò senz'altro - ribatte lei sorridendo - visto che già in tempi non sospetti sono stata fra le prime a lanciare l'allarme sul fenomeno. La legge Merlin è certamente superata ed è doveroso aprire un tavolo di lavoro per aiutare queste giovani ragazze ad uscire dal giro».

Infine una frecciatina al duo veneto di Confindustria Rossi Luciani e Tognana sulla libertà nei contratti di lavoro e sulla proposta di abolire l'articolo 18: «A Confindustria - chiude Cappato - manca il coraggio di tramutare le parole e i buoni propositi in fatti concreti. Tognana e Rossi Luciani dovrebbero assumersi la responsabilità di prendere la leadership di una forte richiesta di riforme liberiste».

Data: 
Venerdì, 25 January, 2002
Autore: 
Fonte: 
IL MATTINO DI PADOVA
Stampa e regime: 
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